SACRA CORONA UNITA: Lavori in corso

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Novembre 17, 2014 by Pierpaolo Santi

Di: Pier Paolo Santi

Prima Parte

È un bel colpo quello inflitto al clan Saetta in Versilia. Una piccola soddisfazione anche per noi, a quanto pare le inchieste giornalistiche di “Inchiostro Scomodo” alla fine trovano sempre riscontro. Proseguiamo nella mappatura della criminalità organizzata tra Livorno e Genova.

A preoccupare dovrebbe essere la presenza della Sacra Corona Unita. Insieme al mio collega Sinatti, ho notato, parlando anche con gli addetti ai lavori, che la Scu viene spesso sottovalutata. Ritenuta “de facto” una sotto mafia, anche dai media viene citata solo per il traffico di sigarette. Si tratta effettivamente di una organizzazione criminale secondaria, una sotto-mafia? Si, ma la pericolosità della Scu sta proprio in questa natura sottomessa alle altre organizzazioni criminali organizzate come ‘ndrangheta e camorra. La Scu è paragonabile a un adolescente desideroso di compiacere gli adulti. E allora cosa fa? Organizza grossi traffici internazionali? Non ha la forza, la capacità organizzativa e i contatti necessari per farlo. Cerca allora di diventare un collegamento, una testa di ponte, tra la manovalanza criminale straniera, soprattutto albanesi e turchi, con le mafie nostrane.

Una decisione tattica che toglie la Scu dal ghetto del semplice traffico di sigarette, per renderla paradossalmente manovalanza di altro tipo nelle mani dei “grandi”. La Scu sta cambiando, sta divenendo sempre più violenta e il fronte, perché così va definito, di Foggia è solo un assaggio di quello che potrebbe accadere in un futuro scenario (anche se il caso di Foggia è separato dalla Scu, lo analizzeremo nello specifico perché lo scenario è ancora più inquietante).

Ecco la Scu che trasporta, ancora una volta, ma non solo sigarette dall’Albania con i suoi veloci motoscafi. Adesso potrebbe trasportare anche criminali stranieri pronti per essere utilizzati negli affari più sporchi, gli affari delle “grandi”. Questi criminali sono i più pericolosi perché non avendo nulla da perdere sono disposti a tutto e il loro ragionare è quello tribale tipico di alcune zone del loro paese. Non è un caso l’aumento di faide interne. Questo le mafie lo sanno e spesso usano la Scu come filtro.

Tale subordinanza e “inconscia frustrazione di inferiorità” l’ho riscontrato parlando con un affiliato alla Scu. Lui sosteneva ex. Un particolare mi aveva colpito: non perdeva occasione di sfoggiare il proprio passato al servizio (provvisorio, come i contratti a breve termine) con Cosa Nostra. Non si trattava di senso d’orgoglio, come si percepisce dai discorsi di un camorrista o ‘ndranghetista, ma un goffo tentativo di rimanere negli “annales” dei criminali.

Proprio la mappatura della criminalità organizzata tosco-ligure offre un precedente che deve far riflettere:

“Due i malavitosi pugliesi che si sarebbero trapiantati nel savonese per allacciare affari con clan di spacciatori albanesi.”

Perché, oltre agli ovvi motivi, deve preoccupare la presenza della Scu nella provincia di Massa- Carrara e in terra ligure? Già in precedenti articoli abbiamo descritto del pericolo che camorra (dalla Versilia) e ‘ndrangheta (dalla Liguria) usino la Scu presente in Lunigiana e con essa la sua manovalanza di stranieri.

Riproduzione Riservata

 


2 comments »

  1. luca ha detto:

    Sempre su la notizia.. bravi, effettivamente nella SCU mi pare di aver letto che non esistono pentiti, e questo la dice lunga su la loro pericolosità, vogliamo anche dire dei gruppi definiti di “Cerignola” specializzati in rapine stile assalto militare.. Vinceremo mai questa battaglia secondo voi??

  2. redazione ha detto:

    Ciao Luca

    Per quanto riguarda Cerignola stiamo realizzando un inchista specifica perchè realtà diversa dalla SCU. Per quest’ultima invece siamo lieti di avere già i primi commenti di esperti sull’articolo. Speriamo in breve di pubblicare il loro parere. servirà per far luce su questa organizzazione…Vinceremo? Posso solo dirti che sarebbe un disonore abbandonare il campo di battaglia.
    Pier Paolo

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