MASSA: CONCORDATI FALLIMENTARI A GO-GO

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settembre 20, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

massa_fermet inchiostro scomodoIl Fatto Quotidiano aveva pubblicato un approfondimento sulle “aziende uccise dallo Stato”, tema caro a noi di Inchiostro Scomodo. Vediamo di approfondire nel dettaglio l’articolo apparso il 1 agosto, è necessario infatti conoscere le complesse dinamiche affaristiche di Massa Carrara. 

In provincia sempre più spesso si sente parlare o si legge sui giornali di “concordato fallimentare o concordato preventivo” per aziende pubbliche e private che devono fare fronte a debiti verso fornitori. Con il concordato si pianifica una “exit strategy” per ripianare la situazione debitoria nel tentativo di salvare l’iniziativa economica e la capacità d’impresa per evitare che il fallimento espella l’azienda dal circuito economico.

In tempi di crisi la questione è diventata scottante perché sempre più aziende in provincia di Massa – Carrara si sono avvalse di questo strumento e dei professionisti necessari per redigerlo nel tentativo di porre rimedio a situazioni pre fallimentari.
Tuttavia in molti casi i fallimenti non sembravano necessari (vedi Erre-Erre) oppure si sono rivelati “pilotati” (vedi il caso di Cermec) o viceversa “pretestuosi” come nel caso della FERMET e del titolare Ricciardi Alberto: ritrovatosi a chiudere una realtà aziendale da 270 ml di fatturato per essere poi assolto dalle accuse di evasione fiscale in questi giorni.
Cosa si nasconde fra le pieghe di queste costose procedure, oscure ai più, ed in mano a consulenti lautamente pagati in funzione del valore del fallimento da curare?
Nessuno lo sa con precisione, certo è che qualcosa non è chiaro dal momento in cui i casi di accesso allo strumento del concordato fallimentare si moltiplicano per condurre spesso a soluzioni “anomale” che frequentemente producono danno erariale oppure spossesano l’imprenditore della propria azienda senza che ve ne siano gli estremi.

I casi di Cermec ed ERRE ERRE & RICCIARDI sono di scuola:

Nel caso di CERMEC abbiamo un azienda pubblica per la raccolta differenziata dei rifiuti decotta che viene messa in procedura concordataria per una cifra imponente 20 milioni di euro che dovranno essere restituiti ai creditori privilegiati e ordinari. La Procura di Massa omologa, ma in secondo grado la Corte d’appello di Genova revoca il concordato per la mancanza di diversi milioni di euro vantati dal creditore (privilegiato) Unicredit Banca. Che cosa accadrà adesso?
Semplice non essendoci i presupposti per il concordato la procedura dovrà scaricare sull’azienda i debiti non coperti per una decina milioni di euro che verranno spalmati con una maggiorazione delle tariffe TARSU  (o pagate dai contribuenti sotto altre formule) per divesri anni. E’ così che un concordato fallimentare si trasforma in un danno “erariale mascherato” con la maggiorazione del tributo che deve coprire la raccolta differenziata.
Visto che l’azienda è provinciale il maggior costo ricadrà “equamente” sui cittadini di Massa e Carrara.

ERRE – ERRE socio privato di CERMEC fallisce senza che ve ne siano i presupposti, a questo proposito una breve testimonianza:

“Mi scusi, Dr. Ricci, mi sta dicendo che la società ErreErre invece di incassare i crediti verso Cermec e Delca, pagava in una fase pre-falimentare, i debiti verso i suoi medesimi creditori? 

Gli atti depositati in Tribunale portano a questa conclusione.”

Questa è la prova di come ci fosse la volontà di far fallire una società che addirittura vantava dei crediti verso il soggetto pubblico CERMEC di cui era socio privato. Sempre seguendo quanto dice il Dr.Ricci (nell’intervista rilasciata per TRAME DI POTERE)

“…..la posizione debitoria della società ErreErre viene esteriorizzata peggiore di quanto viceversa appare essere sul piano documentale. Quindi, nel caso in specie, l’attivo immobilizzato, a ragione, è stato diminuito per un importo di euro 3.055.184 (Contributo Regione Toscana) ma erroneamente è stato elevato l’ammontare dei debiti per lo stesso importo”.

Anche qui un evidente volontà di ricorrere allo strumento del fallimento. PERCHÉ far fallire una società che addirittura paga in fase pre fallimentare i suoi creditori ?! 

Non si sa esattamente che cosa si volesse ottenere con il fallimento di Erre Erre (tutt’ora sotto sequestro per incendio doloso del capannone), ma essendo la scatola con cui si era alimentato un giro di falsa fatturazione per sette milioni di euro, vien da pensare che il fallimento tenti “mascherare” è giustificare questa fuga di denaro.

Il caso Ricciardi Alberto e FERMET 
rappresenta invece l’applicazione del concordato ad un azienda che si presume non abbia pagato le tasse, in realtà qualche anno dopo il titolare viene assolto. Ma nel frattempo ha dovuto chiudere i battenti di un azienda sana e mandare a casa settanta operai.
In breve, la guardia di finanza contesta la detrazione di costi fittizi relativi a 30 ml euro di fatture inesistenti che avrebbero permesso all’imprenditore di evadere 18ml di IVA. Accuse rivelatesi infondate, ma che fanno chiudere una delle più importanti e floride attività economiche in zona. In sostanza si contestavano reati gravi a tal punto da far chiudere Fermet a Ricciardi, a cui poi si fanno tante scuse, quando l’agenzia delle entrate ci ripensa e archivia la contestazione. 
Intanto l’azienda fallisce!!! 
Si poteva appurare preventivamente quanto tardivamente è con maggiori danni si è dovuto constatare? Qual’e il motivo per il quale non si sono fatti accertamenti mirati ma si è “costretto” l’azienda a ricorrere al concordato preventivo su delle illazioni?!

Chi affianca Ricciardi in questa delicata situazione? Per la stesura del: 

“….concordato preventivo. E dunque, per scongiurare la “possibile aggressione dei creditori” e il rischio del blocco delle attività, con conseguenti pericoli anche per l’occupazione, ecco la scelta di proporre il concordato preventivo con continuità aziendale. Anzi per il “pre” concordato preventivo: Andreani, assieme all’avvocato Sergio Menchini, sfruttando una disposizione di legge entrata in vigore proprio ieri hanno infatti presentato una richiesta in cui si chiede l’ammissione alla procedura, riservandosi però di presentare in un secondo tempo il piano di rientro”. 
Tirreno 12 settembre 2012

Il piano di rientro stilato con il pre concordato fallirà, ma ad affiancare Ricciardi sempre i soliti nomi:

“Nella procedura di concordato Fermet viene assistita da Giulio Andreani …che ha già fatto da consulente all’azienda per la stima dei danni presentata al Consiglio di Stato. Ma ad assistere la società c’è anche Sergio Menchini, docente di Diritto processuale civile all’università di Pisa. Una scelta strana per Alberto Ricciardi, che fino a quel momento riteneva Menchini uno dei responsabili delle sue sfortune imprenditoriali, in quanto presidente del Consorzio della Zona industriale apuana al momento della delibera annullata dalla cassazione (il fatto quotidiano).

Eccoci, di nuovo Giulio Andreani e Sergio Menchini in abbinata, che però pare che non abbiano scongiurato proprio un bel niente considerando che a due anni di distanza, in conclusione:

“…Non sciolgono il nodo di cosa accadde quell’11 settembre. Ma un filo porta dritto alla conclusione della storia: Fermet  è finita gambe all’aria. Emanuele Ricciardi oggi ha la maggioranza nella nuova Ecofermet, che ha affittato un ramo dell’azienda di Alberto, i cui due figli sono anche loro tra i soci. L’obiettivo dichiarato? Fare ripartire le attività. Ma nel cantiere di Carrara che un tempo fu della Italcementi il segno più evidente del nuovo corso non è tanto la ripresa dei lavori. Quanto il colore dei nuovi macchinari: arancione come il colore della Ecoacciai, ad affiancare il blu della Fermet” (il fatto quotidiano) 1 agosto 2014

L’assoluzione con formula piena richiesta dal tribunale di Brescia allunga ombre sinistre sui motivi che hanno condotto Fermet e Ricciardi a ricorrere al concordato. C’era qualcuno che “spingeva” in questa direzione tanto da far ignorare quello che al Pm bresciano e’ parso subito evidente?! Un dubbio ci tormenta qual’è il vero obiettivo di alcune (o molte?!) procedure concordatarie?

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