SARZANA “BOOM BOOM”

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settembre 8, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

imageProsegue la nostra inchiesta giornalistica per verificare se la ‘ndrangheta del locale di Sarzana sia stata coinvolta nell’ omicidio di Alberto Dazzi negli anni 90. Nel dossier attualmente in edicola a Massa-Carrara (presto anche in Toscana e in Liguria), riportiamo un possibile coinvolgimento del clan Romeo.

Inseriamo in questo articolo elementi che dovrebbero essere riesaminati sotto un nuovo punto di vista investigativo (soprattutto dopo le considerazioni riportate nel dossier). L’ingegnere Dazzi (ricordiamo ai lettori che non hanno seguito le puntate precedenti) è stato fatto saltare su un autobomba nel 1991.

Proprio a Sarzana alla fine degli anni novanta accadono inquietanti episodi, elencati con cura dall’associazione “Libera”, e riassunti da “Sarzana che botta” :

“24 dicembre 1979 – Sarzana: un ordigno esplode nei pressi della casa di Rodolfo Furter, presidente di un consorzio per l’acquisizione di aree industriali in Valdimagra.

3 gennaio 1980 – Sarzana: un ordigno distrugge l’automobile di Ferdinando Pastina, presidente della Provincia della Spezia.

31 gennaio 1989 – Sarzana: due ordigni esplodono presso la rivendita di motocoltivatori di Ernesto Malabaila e presso il supermercato Supersidis di Enzo Franceschini.

6 febbraio 1989 – Sarzana: un ordigno esplode presso il laboratorio artigianale di Sebastiano Stelitano.

19 febbraio 1989 – Sarzana: un ordigno esplode presso il concessionario Renault di Valerio Morachioli.

2 maggio 1989 – Sarzana: un ordigno esplode nuovamente presso il concessionario Renault di Valerio Morachioli”.

A buon intenditor poche parole…

Nei prossimi articoli approfondiremo proprio questi avvenimenti. Bisognerà comprendere se la “mano” degli attentatori di Sarzana è la stessa che preparò l’ordigno per Dazzi. Non solo, verrà rivisto anche il ruolo di alcuni personaggi legati al clan Romeo presenti nella zona di Massa e Carrara. Potrebbero esserci novità! E il coinvolgimento della politica in questi loschi affari?

Non è finita, nel dossier riportiamo un informativa:

“Un possibile coinvolgimento del clan Romeo di Sarzana nell’omicidio dell’ingegner Dazzi lo possiamo ricavare dall’attività di alcuni affiliati e criminali locali. Nell’informativa del 3 ottobre del 91 dei CC si legge quanto segue:

“… la droga in zona (eroina) farebbe capo a Romeo Carmelo di Sarzana e al Perrone Rolando di Marina di Carrara. I movimenti di droga per il Perrone li effettuava tale Giuseppe di Massa (50 anni circa all’epoca) che fa il verduraio. Bassi Francesco di Carrara avrebbe avuto e forse lo ha ancora dell’esplosivo frutto di furti in cava non denunciati. Circa 200 kg di esplosivo qualche migliaio di proiettili sarebbero nella disponibilità di G. R di Sarzana (Lele) e lo tiene sotterrato in bidoni di plastica. In località Padula – sopra Carrara – ci sarebbe un deposito di residuati bellici. I movimenti di droga per conto del Ciuffardi Paolo e del Romeo Carmelo li effettuerebbe un giovane di La Spezia a nome Quanito o Guanito”.”

Qualche anno dopo, nel 1994, Carmelo Romeo, Vincenzo Romeo e Pietro Romeo, vengono fermati dalle forze dell’ordine. Nei pressi dell’abitazione di Carmelo viene rinvenuto un arsenale. Ci domandiamo: potrebbero esserci collegamenti con l’arsenale descritto dall’informativa con quello sequestrato ai Romeo?

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2 comments »

  1. luka ha detto:

    le auto, le concessionarie,le attività esplodono per caso come pure gli incendi, mai nessuno vede, sente, denuncia, tanto chi stà in alto dice che il nostro territorio non è terra di clan… triste realtà

  2. Romeo ha detto:

    Avete dimentica un piccolo ma significante particolare , per il quale credo voi siate passibili di denuncia e che provvederemo presto ad inoltrare .
    Di cosa parlo ? Del famoso piccolo arsenale rinvenuto a casa del Romeo Carmelo il 1 giugno del 1994 . Avete omesso di dire che tale arsenale fu ivi posto (sul comignolo di una casetta del Romeo ) dalla mitica squadra dei Ros di Genova guidata allora dal Colonnello Riccio e che vi fu una revisione del processo con assuluzione piena presso il tribunale di Torino .
    Cito a tal proposito l’aricolo redatto dal signor Marco Travaglio http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/03/30/carmelo-il-colonnello-il-finto-pentito.html nel quale e descritta bene la vicenda .

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