TIRRENO: CRONACA DI UNA “BUFALA”!

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Settembre 4, 2014 by Pierpaolo Santi

Sono stato testimone di una rapina. Ho fatto il fatale errore di concedere al “Il Tirreno” una intervista sull’accaduto (preso da spirito di collaborazione fra colleghi). Peccato che mi sono dovuto pentire amaramente il giorno dopo leggendo l’articolo sul giornale. Il mio collega sta ancora ridendo. Pubblichiamo la lettera che ho inviato per la richiesta di rettifica al quotidiano in questione. Perché può essere di interesse per i nostri lettori? Semplice, dimostra la differenza fra un giornalismo d’informazione, rispetto a un giornalismo approssimativo.

 

TIRRENO: CRONACA DI UNA BUFALA, come inventarsi le dichiarazioni di un testimone

Gentile Direttore

Dopo aver letto l’articolo del Il Tirreno riguardante la rapina eseguita presso la filiale della Cassa di Risparmio Di Carrara di Viale Stazione, mi sento di precisare alcuni particolari non trascurabili per rispetto verso i lettori e il nostro lavoro di giornalisti.

PRIMO: non si inseriscono nomi dei parenti di un testimone, soprattutto se il rapinatore è riuscito a fuggire. È la prima regola.

SECONDO: Scrivete: “stavo completando una operazione bancaria, quando sono entrati due giovani che hanno raggiunto la cassa intimando all’impiegato di consegnare i soldi…avevano..modi sbrigativi, veloci e determinati”

Non mi trovavo a fare una operazione bancaria. Quando sono entrato il rapinatore era già dentro l’edificio (l’altro era appena uscito). Ho assistito solo alla scena del rapinatore che ha preso in ostaggio il Direttore e ha intimato di aprire le porte. In verità mi sembrava impacciato e impreparato. Dei dilettanti. (dichiarato anche alla mobile).

TERZO: “… sono riusciti a farsi consegnare un voluminoso pacco di banconote, dopodiché si sono allontanati…”
E io che ne so, se sono entrato dopo, quando i soldi erano già stati prelevati dai rapinatori.

QUARTO: Onestamente non ero sotto shock, probabilmente hanno confuso le dichiarazioni con i dipendenti (ero un pochino più teso quando abbiamo ricevuto minacce per inchieste scottanti sulla mafia, ma questo forse non interessa). A me il rapinatore non ha detto o fatto nulla. Capisco che bisogna vendere i giornali ma non si possono deformare o inventare le dichiarazioni. Spero che questa mia rettifica sia pubblicata interamente anche perché quanto da Voi scritto non combacia con il verbale che ho firmato.

Cordialmente
Pier Paolo Santi


2 comments »

  1. luka ha detto:

    Caro paolo io certi giornali non li leggo più tanto molte notizie scomode per politici o allarmi sociali come la mafia non vengono proprio trattati chissà per quale motivo,forse la mafia è riuscita pure a condizionare il giornalismo, meno si parla e meglio è… per fortuna voi e tanti altri colleghi nonostante le pesanti intimidazioni scrivete di mafia, parlate di traffici e collusioni sintomo che il giornalismo pulito esiste ancora.

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