FINALE SENZA RIFLETTORI PER “DIAVOLO ROSSO”

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Agosto 27, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Roberto_Delle_FaveScomparso recentemente il protagonista dell’inchiesta più vasta e oscura che “Inchiostro Scomodo” ha affrontato partendo proprio dal misterioso assassinio del giornalista del “Le Figaro”, Xavier Gautier (n.d.a. trovato impiccato), impegnato in un inchiesta sul traffico d’armi nell’ex Jugoslavia.

“E’ morto Delle Fave l’ex mercenario allevatore di serpenti”, cosi titola in cronaca d’Imperia e Sanremo, La Stampa (Torino) il 2 agosto 2014, a firma di Giuliano Gavino (da Bordighera).

Scarno profilo a tinte fosche di un personaggio sospeso fra paradossi da filibustiere romantico, gran guignol dal sapore romanzesco e la disperazione di una vita da sbandato. I trascorsi ce lo consegnano, più verosimilmente, collegato invece ai servizi segreti (probabilmente manipolato) e a oscuri traffici che si sono svolti a cavallo della ex guerra in Jugoslavia, nella quale fa spesso la sua comparsa sempre, come si dice, al momento giusto, cronometrico terminale di entità che si muovono sul teatro delle ostilità.

Chi era veramente l’uomo che diceva di essersi macchiato di atroci delitti, responsabile morale ed indiretto (come da lui sostenuto) della morte di Gautier e che millantava storie i cui confini sono spesso sospesi tra vero ed invenzione? Nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa la redazione “d’Inchiostro Scomodo” ha ricevuto un commento interessante sull’articolo: “Diavolo Rosso: un depistaggio?” che pubblichiamo qui di seguito:

“Ho conosciuto personalmente Roberto delle Fave, che ho saputo deceduto a Milano qualche giorno fa. Era una persona disturbata, con gravi problemi economici. Da giovane aveva organizzato una squadra antincendio formata da ragazzini che avevano quale intento la segnalazione degli incendi nei boschi tra Ventimiglia e Bordighera e si faceva chiamare tenente perché era il capo squadra.

Ha sempre avuto la mania delle armi e di tutto ciò che era militare, per sentirsi vivo e forte, ciò che in realtà non era. Ricordo quando minorenne passò alcuni giorni nella cella dei Carabinieri perché aveva trovato una bomba inesplosa da mortaio e la portò a casa vantandosi poi con i Carabinieri che chiaramente sono stati costretti a intervenire prelevare la bomba dal suo domicilio e farla brillare.

Quello che non gli mancava era la fantasia. Aveva cercato di intraprendere la carriera giornalistica con reportage fotografici. Questo lo so perché sono stato io negli anni 80 a insegnargli a stampare le foto in Bianco e nero. Partì per i Balcani con l’intento di fare dei reportage di guerra.

Che cosa abbia fatto, se è vero che abbia fatto il mercenario io non lo so. I suoi racconti sono molto fantasiosi pieni di contraddizioni. E’ possibile che abbia visto qualche porcata, che lui abbia ucciso un bambino lo credo difficile, non era nella sua natura.

Sicuramente ha visto molte atrocità ma il confine tra realtà e fantasia è molto labile. Ha scritto un libro, Red Devil, un racconto fantasioso e poco credibile.

Lo ricorderò come l’ho conosciuto, un ragazzo povero, sbandato, senza una guida, che si metteva una tuta da combattimento per essere ciò che non era, che allevava serpenti per essere il duro dei duri ovvero quello che non era.

Il padre sconsolato mi raccontò la storia di suo figlio che a 12 anni conosceva alla perfezione come funzionava un locomotore, che aveva già letto trattati di elettronica. Era un genio incompreso o un pazzoide? Non lo so ora è morto e io lo ricorderò quando mi raccontava i suoi sogni di reporter e di appartenente ai servizi segreti.

Ciao Roberto spero che il Buon Dio ti faccia conoscere il calore dell’affetto che sulla terra non hai conosciuto.”

La sua scomparsa rende più difficile il tentativo di fare chiarezza su molte delle circostanze che lo videro protagonista, ma non c’impedirà di continuare a cercare “una verità” che sembra nascondersi dietro ad un caleidoscopico schermo di efferate e misteriose vicende che mascherano la “solita” scia di morte e di morti.

A nostro avviso Delle Fave non era un mercenario al soldo dei croati, come da lui sostenuto, un uomo dei servizi? Un “agente” che in una seconda fase potrebbe essere stato scaricato (instabilità mentale?) e per questo motivo potrebbe aver “mischiato le carte in tavola” a suo uso e consumo. Ecco perché riteniamo che alcune sue dichiarazioni siano un misto fra verità e invenzione e per questo aleggia sulla vicenda una certa confusione. La circostanza che Delle Fave non sia stato assassinato non è da trascurare. Perché se in qualità di “fonte” avesse effettivamente indicato la giusta direzione a Xavier Gautier, sarebbe stato Lui ad essere ucciso e non il giornalista (un uomo realmente alla ricerca della verità).

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5 comments »

  1. mario ha detto:

    roberto delle fave non ha ucciso nessuno, a parte magari un po d’insetti. arrivato da quelle parti assieme ad altri sbandati come lui, dopo esser stato osservato da chi di dovere, venne destinato esclusivamente a sminare e bonificare terreni ove si era combattuto e così che respirando particolato all’uranio impoverito si è in seguito probabilmente ammalato ed è morto. certo che lavorando in zona d’operazioni avrà carpito notizie, la sera magari in birreria avrà conosciuto e parlato con qualche ‘funzionario’. elaborando con la sua sconfinata fantasia il tutto e creandosi il personaggio. ciao roberto riposa in pace

    • Shark ha detto:

      Buongiorno vedo solo ora il vostro articolo sono un po’ perplessa,mi avete lasciato allibita………. credo che nessuno abbia mai conosciuto Roberto o RED,si probabilmente è vero che nei suoi racconti mischiasse realtà e fantasia ma per quanto ne so se fossero state tutte frottole quelle che diceva non avrebbe avuto la vita che ha fatto.Mille difficoltà,sempre qualcuno che le metteva i bastoni fra le ruote,ecc…….Sono a conoscenza che molti di quelli che si facevano chiamare amici l’hanno lasciato da solo alla fine della sua vita che pochi sono andati alla sua sepoltura e quasi nessuno si è preoccupato di dove andava la sua salma,quindi credo che pochi possano fare commenti su Roberto uomo sì crudo ma anche razionale e coerente (sicuramente molto di più dei moralisti) che sanno solo parlare ma non hanno la minima idea di quello che è stata la sua vita. Che ogniuno di voi rimanga delle sue idee ma per favore sia per lui che x quelle poco persone che le sono stati accanto x molto tempo abbiate la compiacenza di lasciarlo riposare in pace.SHARK

      • redazione ha detto:

        Grazie per l’intervento.
        Forse dovrebbe rileggere con più attenzione l’articolo, sopratutto quando si dice:
        “Ecco perché riteniamo che alcune sue dichiarazioni siano un misto fra verità e invenzione e per questo aleggia sulla vicenda una certa confusione. La circostanza che Delle Fave non sia stato assassinato non è da trascurare. Perché se in qualità di “fonte” avesse effettivamente indicato la giusta direzione a Xavier Gautier, sarebbe stato Lui ad essere ucciso e non il giornalista (un uomo realmente alla ricerca della verità).”

        Non possiamo giornalisticamente archiviare la vicenda con troppa semplicità. Se al contrario ci sono prove concrete siamo lieti di analizzarle e nel caso riportarle.

        Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

  2. Shark ha detto:

    buona sera ma come ben sapete anche se ci fossero cose che possano dichiarare le cose concrete come ben sapete non conviene che si venga a sapere per ovvii motivi.Io sono stata al suo fianco fino all’ultimo ma non posso dire…….

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