LA SEDUZIONE PERVERSA DELLA MORTE: INTERVISTA A UN NECROFILO

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luglio 10, 2014 by Pierpaolo Santi

AVVISO: L’autore dell’inchiesta sta raccogliendo e aggiornando tutto il materiale, consigliamo di leggere  http://www.inchiostroscomodo.com/?p=1228

 

Corpo vuoto, la Nostra inchiesta “live” alla ricerca dell’identità del “macellaio dell’Ardeatina” è a una svolta. In questo articolo c’è un passaggio chiave: una intervista esclusiva ad un necrofilo. Fino ad ora è stato un tabù sociale mai approfondito dai media. Siamo stati per mesi di fronte ad una scelta etico – professionale: i contenuti dell’articolo sono “forti” , privi di censura. È giusto pubblicarli? Alla fine abbiamo deciso che si deve conoscere anche questi risvolti della realtà criminale e sociale in cui viviamo. Tuttavia sconsigliamo a tutti coloro che sono facilmente suggestionabili, impressionabili e minorenni, a non leggere questo articolo.

Durante l’inchiesta sul macellaio dell’Ardeatina tra le altre ipotesi formulate, ce ne una agghiacciante: l’assassino potrebbe essere anche un necrofilo? La patologia della necrofilia (derivava da “necro” che vuol dire cadavere e “filia” che indica passione riguarda persone propense a trovare godimento in un rapporto sessuale con dei morti: ma fino a che punto questi soggetti sono disposti a spingersi ?”. Più ci s’inoltra nella mente umana e più comprendi di trovarti in un pozzo senza fine. Le patologie, le fantasie e le idee non possano per definizione essere infinite ma l’uomo ha una capacità unica nel mettere insieme combinazioni di queste, ogni volta con sfumature diverse. Se si rimane impressionati dal rapporto sessuale con un morto (come è ovvio che sia), cosa pensare allora se vi dicessimo che potrebbe non finire lì? Una mente malata, infatti, potrebbe reinventarsi cose nuove con un cadavere mentre ci fa sesso .

Un quesito che mette in luce un limite degli addetti ai lavori : in pochi hanno cercato di comprendere come ragioni realmente un necrofilo. Se ne parla tanto e alcune volte si descrivono gli atti ma non si è mai andati oltre il confine, mai raggiunta l’intima essenza della patologia. Quale collegamento può esserci tra la necrofilia e il caso che stiamo seguendo? Forse tutto e forse niente. Ma non possiamo escludere che il nostro uomo non sia un necrofilo. È vero che non si sono riscontrate violenze sessuali del killer negli uomini uccisi a Orio Litta e Inverno e Monteleone, ma potrebbe essersi masturbato. Per la donna Di Porta Medaglia ( Ardeatina ) è impossibile determinarlo dopo lo scempio che ha fatto al corpo.

Un anno prima avevo incontrato un soggetto dedito alla necrofilia. L’uomo, lo chiameremo col nome fittizio di Marco. Nei mesi seguenti, le nostre conversazioni si fecero sempre più interessanti. Il soggetto si è confidato dopo il decimo incontro.

Marco: “ … i pedofili si devono sentire una merda non uno che prova passione per una ragazza morta. Io non credo che ci siano di mezzo parole come perversione o malattia. L’ho sempre vista in un altro modo”.

Giornalista: “Quale?”

Marco: “Ma potrei definirlo come la ricerca dell’eternità. La prima volta che mi sono masturbato non l’ho fatto davanti a un film porno o una rivista. La prima volta fu davanti a una statua. Ricordo come se fosse ora che mentre mi masturbavo la toccavo da tutte le parti. Il fatto che fosse fredda e immobile mi infondeva una sensazione di completo benessere. Strano vero, lei era fredda e io mi sentivo dentro un calore mai provato fino a quel momento. Liscia e perfetta.”

Giornalista: “Non capisco però cosa possa entrarci il concetto di eternità”

Marco: “Il tempo è il nostro vero nemico. Quel “maledetto” ci condiziona ogni istante e ci fa capire quanto siamo insignificanti. Il tempo è come un dio intenzionato a umiliarci attimo dopo attimo anche quando siamo al massimo dello splendore. Vuoi che sia crudo o ti devo fare l’abbellimento per non offendere la tua sensibilità?”

Giornalista: “Fai quello che ti pare e non pensare alla mia sensibilità, tranquillo”

Marco: “Se hai la fortuna di vedere una giovane e bella donna morta da poco potresti anche capire, se osservi con occhi nuovi. È perfetta, anche se purtroppo perderà quel fascino con la decomposizione. No, io mi riferisco a quando ancora mantiene il suo “splendore” (Non abbiamo capito fino in fondo che cosa intenda con “splendore, soprattutto riferito a una persona defunta N.D.A). Ho sempre avuto una invidia feroce nei confronti di chi ha l’incarico di ricomporre il defunto per esporlo ai familiari. Quella donna è diventata una statua e quindi ha fermato il tempo.”

Giornalista: “Il tuo primo pensiero nel vedere una donna in quella condizione?”

Marco: “Dipende, ho sensazioni contrastanti al riguardo. Dipende davvero. Alcune volte vorrei farci l’amore per ore e godermi tutto di quel momento prezioso, altre volte violententarla e lasciarla in una posizione provocante.”

Giornalista: “È solo un sogno?”

Marco: “Purtroppo si, non ho le palle per farlo veramente. È uno schifo lo so ma non l’ho mai fatto e non lo farò mai per paura.”

Mi diede l’impressione di mentire evitando pericolose affermazioni troppo compromettenti.

Giornalista: “Prima hai parlato di amore, ma quale amore ci può essere verso una donna morta che non può dare il suo consenso? Insomma col termine “fare l’amore” implica una passione tra due persone consenzienti e non vale in questa circostanza, non credi?”

Marco: “Potresti avere ragione, anch’ io c’ ho pensato molto. Ma rifletti, perché lei non dovrebbe essere contenta del mio gesto? Pensaci per favore. È morta e nonostante questo riesce ad attrarre un uomo. È “magico” non credi? Poi c’è un altro fatto che mi eccita molto. Fai sesso con una donna viva e vieni dentro il suo corpo. Quella dopo si laverà.”

Giornalista: “Beh ovvio e meno male che sia così”

Marco: “Si ma io non sto parlando di questione igienica o cose del genere. Sto parlando di significato. Fare sesso con una donna morta implica che il tuo sperma rimarrà dentro di lei. Mi piace pensare che attimi di vita usino come contenitore una vagina morta.”

Giornalista: “Una contraddizione”

Prese il suo drink e ne sorseggiò un sorso con gusto.

Marco: “Esatto, bravo. Ma una splendida contraddizione. “

Sono conversazioni come questa che mi avevano aperto la strada a nuove piste. La frase usata da Marco : “ splendida contraddizione” se studiata nella sua interezza e complessità offre scenari impensabili. La contraddizione muove comportamenti difficilmente prevedibili, compresi quelli del nostro serial killer. Quante volte assassini incalliti confessano di aver pianto dopo un omicidio consapevoli del gesto, in loro esiste una contraddizione di fondo sottovalutata. Cosa si intende per sottovalutata? Per catturare simili soggetti dobbiamo avvalerci proprio delle loro contraddizioni. Se ben comprese possono portarci nella più profonda intimità dell’assassino e ai suoi errori. Anche il killer più freddo e calcolatore compie sempre degli errori nel tempo e questi possono essere dettati da due fattori: un evento inaspettato oppure un gesto impulsivo e irresistibile scaturito dal conflitto che si genera nel loro animo. Attualmente dobbiamo indirizzare le indagini su un gesto impulsivo compiuto dal “macellaio dell’ Ardeatina”. Una contraddizione riscontrabile in molti seriali, ad esempio, consiste nel rivestire una vittima dopo averla stuprata e uccisa. Un rimorso e un atto non compatibili con il gesto omicida. Vidi le foto dei resti della donna mutilata un centinaio di volte ingrandendoli e schiarendoli come si fa quando si spera in un’illuminazione…

Alla prossima puntata

Riproduzione Riservata

MACELLAIO DELL’ARDEATINA (1°Parte)


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