SAETTA: “C’è da fare miliardi”

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Giugno 4, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

INFORMATIVA INCHIOSTRO SCOMODOPubblichiamo, in esclusiva, parte di una lunga informativa dei carabinieri datata 3 ottobre 1991. In questo documento gli inquirenti tracciano i ruoli, (indirettamente) le personalità di quelli che sono considerati de facto esponenti della criminalità organizzata nel tratto tra Livorno e La Spezia.
Riguardo al ruolo che le forze dell’ordine e la magistratura attribuiscono al clan Saetta (presente in Versilia) abbiamo scritto in diverse occasioni. Ecco ciò che si legge nell’informativa del 91. Basilare porre attenzione a quanto è stato scritto nel documento, per porci delle domande di estrema attualità sulle attività del clan.
Circa la vecchia alleanza del clan Saetta con quello dei Giuliano (ora decaduto) si legge:

“Effettivamente la famiglia “Giuliano” costituisce un noto “clan” dato quale appartenente alla “nuova famiglia” nella quale, però, mantiene posizione di autonomia. Il capo del clan figura essere il pluripregiudicato: Gliuliano Luigi, nato a Napoli il 3.11.1949.”

L’informativa prosegue con il resoconto di dati personali dei segnalati (anche di relazioni sentimentale-familiari) che non inseriamo per una questione di privacy. Basta tuttavia sottolineare che ad un certo punto troviamo protagonista Saetta Aurelio.

“ 26.01.1991. Alle ore 14.10, D. G. conversava con Aurelio Saetta. Questo gli riferiva di essere arrivato alle ore 11.30 da un viaggio effettuato fra Bangok ed Hong Kong. Li aveva visto della bellissima roba tra cui capi di abbigliamento a prezzi favolosi. D. Giuseppe gli comunicava che poco prima aveva telefonato Giuliano Ciro, da lui chiamato “Ciro u’ Barone”, il quale voleva il suo numero di telefono.”

Una breve considerazione. D. era titolare di un negozio di biancheria a Viareggio. Difficile però pensare che parlassero effettivamente di biancheria, sia per il tipo di personaggi coinvolti, sia per quanto sarà detto nella conversazione successiva:

“ 26.01.1991. Alle ore 14,45, D. G. chiamava l’utenza telefonica della (omissis) di Milano e conversava con Giuliano Ciro da lui chiamato “compare”. Subito dopo, Giuliano Ciro conversava con Saetta Aurelio che si trovava in compagnia del D.. Anche al Giuliano Ciro il Saetta riferiva del suo viaggio in Thailandia, viaggio effettuato insieme a “Michele” e gli comunicava di aver visto della “bella roba” aggiungendo che c’è da fare miliardi. ( Difficile fare miliardi con la biancheria N.d.a).”

Perché gli inquirenti hanno reputato importante trascrivere questa conversazione? Quali affari stavano prendendo corpo in Thailandia? Un canale nuovo per i Giuliano – Saetta? Un canale ancora valido per il presunto clan camorrista insediatosi in Versilia? Quanto detto spiegherebbe molte cose. I Saetta sono stati indicati, infatti, come il clan camorrista che detiene il controllo della droga in Versilia.

Nella prossima puntata cercheremo di capirne di più sui loro presunti contatti (fornitori). Non solo. Potrebbero esserci sviluppi che abbiamo riscontrato leggendo altre informative (riguardanti altre indagini legate ad eventi e personaggi diversi). Soggetti collegati con il traffico di rifiuti radioattivi, la ‘ndranghetta, cosa nostra e camorra. Una storia ancora tutta da scrivere.

Vale però ricordare le parole del pentito Luigino Giuliano:

«Vincenzo Saetta è figlio di Aurelio Saetta. Faceva da ponte Viareggio-Napoli… era un nostro affiliato… Erano legati a noi Aurelio il padre, e i figli… Aurelio gestiva una gioielleria… eravamo soci… avevamo una società occulta. Manhattan Gold sta sul corso di Viareggio… ci sono stato due o tre volte, una bellissima gioielleria. Era un mio cruccio… era una mia creatura… Con questa gioielleria ci guadagnavo pure io.”

Frammento interessante della deposizione:

“Lui si interessava a comprare e riciclare… quello che riuscivano a portargli gli zingari, proveniente da furti, rapine… oro, brillanti, e quindi lo vendevamo a Napoli (approfondiremo anche la questione legata agli zingari come manodopera nei prossimi articoli). Poi venivano anche dei corrieri che portavano dei brillanti… noi li compravamo… Lui diceva: 
Guardi, c’ho questo affare così, colì”, e non parlavamo mai per telefono (come abbiamo potuto notare anche dalla nostra informativa i riferimenti fatti sono vaghi.N.d.a)… abbiamo guadagnato dei soldi e continuavamo a mandare avanti così, io gli davo ancora soldi e lui portava i guadagni e così via… Io ero consapevole che se il padre guadagnava 100 milioni me ne dava 20-25, perché coinvolgeva anche i figli. Però a me non mi interessava, mi stava bene come andava la situazione… per me l’ importante è la continuità»

Riproduzione Riservata


2 comments »

  1. luca ha detto:

    Sempre su la notizia continuate così.. però c’è da chiedersi se le forze dell’ordine abbiano fatto tutto quello che potevano per contrastare la conquista della versilia da parte dei clan… oppure hanno come spesso accade minimizzato il problema.. questi articoli e il vostro lavoro si merita maggiore attenzione, chissà magari incontri con gli studenti a settembre e altro ancora. buon lavoro attendo la prossima parte

    • redazione ha detto:

      Grazie Luca

      Gli inquirenti in Versilia hanno spesso lavorato bene, colpendo più volte il clan Saetta. Questo grazie anche alla Dda di Firenze. Purtroppo non basta. Troppe cose ancora devono essere fatte. Quello che preoccupa veramente sono i giornali locali. In troppe occasioni, ne sappiamo qualcosa, hanno dimostrato di essere pavidi (per usare un termine gentile) astenendosi frequentemente di fare informazione. Da giornalisti d’inchiesta lo troviamo un insulto nei confronti dei lettori. Mancando denunce e inchieste si viene a creare quel clima omertoso che permette ai clan di muoversi indisturbati, senza riflettori addosso. Noi non siamo inquirenti ma dobbiamo riportare al meglio le cose come stanno. In terra Apuana la situazione è ancora peggiore. Non parliamo di Sarzana, guai a toccare famiglie come quella dei Romeo. Inchiostro scomodo sta aumentando giorno dopo giorno il numero dei lettori proprio per la sua capacità di attirare l’attenzione su tematiche scomode ai normali quotidiani. Per tale ragione avere il sostegno di lettori come te è per noi un successo.
      Saluti.

      Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

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