EQUILIBRI D’INTELLIGENCE

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Aprile 15, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Equilibri inchiostro scomodoAbbiamo rilevato negli ultimi mesi una forte ripresa dei trasporti di materiale radioattivo (sia a bassa che alta intensità) lungo la penisola. Il caso spezzino del cargo “Pacific Egret” dei primi di marzo, ne è un esempio. Il fatto che gli Stati Uniti d’America recuperino materiale radioattivo fa ritenere che ci siano delle forti tensioni in questo settore. Il rischio che il nostro paese diventi un crocevia per l’approvvigionamento di materiale radioattivo, da parte di organizzazioni terroristiche internazionali, è alto.

Non è chiaro quanto e in quali siti (oltre quelli ufficiali) siano stoccate le scorie sul territorio nazionale. In molti casi la “contabilità” fra i rifiuti presenti nei siti e un loro eventuale trasferimento lascia forti perplessità. Considerando l’alta frequenza dei transiti: è possibile che parte di queste scorie non siano regolarmente registrate? È possibile che una certa quantità di tali residui non siano parte della nostra produzione ufficiale? Il fatto che la maggior parte dei trasporti restino segreti, non permette di monitorare adeguatamente la quantità, la qualità e la provenienza delle scorie. Il segreto di Stato è un “alibi” per evitare imbarazzanti chiarimenti? I siti controllati dalla Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari) riguardano esclusivamente le scorie derivati dalla produzione nucleare italiana degli anni 70. Tuttavia permane il problema dell’esistenza di altri siti che detengono scorie radioattive, per non parlare dei rifiuti della medicina nucleare presso gli ospedali.

L’Italia presenta un ulteriore criticità legata all’interesse da parte delle mafie al settore dei rifiuti radioattivi. Non a caso l’allarme parte proprio dagli Usa. L’ FBI ritiene che i proventi della droga di ‘Ndrangheta e Camorra finanzino gruppi armati in Afghanistan e in Colombia.

Un diplomatico scrive: “Dobbiamo lavorare per convincere il nuovo governo italiano, che la criminalità organizzata è una priorità seria del governo degli Stati Uniti e che i terribili costi economici del crimine organizzato sono un argomento convincente per una azione immediata”.

Valutando i retroscena della criminalità organizzata italiana, sorge il dubbio che vi possano essere pericolosi traffici di materiale radioattivo. Il rischio è che tali organizzazioni criminali si mettano al “soldo” di gruppi terroristi internazionali per entrare in possesso delle materie prime necessarie per la realizzazione di una “bomba sporca”.

Secondo Yukya Amano (Direttore generale della Aiea), gli sforzi da parte delle organizzazioni criminali per entrarne in possesso del materiale necessario per costruire una “bomba sporca”, si stanno intensificando e raffinando. I Servizi d’Intelligence Europei e Usa pare siano riusciti a sventare diversi tentativi, ma negli ultimi tempi ci sono segnali allarmanti. La stessa Aiea nel 2013 ha denunciato 24 episodi di furto o smarrimento e 17 di casi legati a detenzione illegale, o peggio ancora a tentativi di rivenderlo. Un caso eclatante è il furto di un camion contente materiale radioattivo in Messico. Per farsi un idea dei traffici è necessario seguire le mosse dei Servizi Segreti mondiali. Ritornando all’Italia, di particolare interesse risulta VIII° Divisione Aise, in pratica una sezione d’intelligence italiana legata strettamente alla Cia. A questa Divisione dedicheremo un intero articolo a breve. È sufficiente sapere che l’ VIII° Divisione potrebbe paradossalmente entrare in conflitto con altre sezioni dei Servizi italiani. Pare infatti che l’Italia assuma in certe circostanze atteggiamenti ambigui nell’ambito dei rifiuti e sul traffico d’armi. Per il ruolo che riveste nel mediterraneo, da una parte i nostri apparati d’intelligence sono obbligati a rispettare accordi con la Nato, ma nel contempo cercano di mantenere rapporti anche con molti paesi che figurano nella “lista nera” come Iran e Siria, importanti partner commerciali. Questa ambiguità non può essere recriminata ai Servizi che devono tutelare l’interesse nazionale mantenendo un ruolo geopolitico strategico per il paese.

Si apre quindi per “Inchiostro Scomodo” un nuovo filone d’inchiesta legato ai traffici e ai delicati, ambigui equilibri fra intelligence e governi. L’inchiesta sarà assai articolata e complessa e terrà conto di episodi e personaggi trascurati dai media e dalle cronache.

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