PRONTO? QUI FALANGE ARMATA …

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aprile 10, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

depistaggio inchiostro scomodo“In esito a quanto richiesto dalla S.V , comunicasi che la paternità assunta dalla “Falange Armata” nell’attentato in oggetto è chiaramente inattendibile. Pertanto questo ufficio, sentiti anche altri Comandi, non ha ritenuto approfondire ulteriormente la questione”.

Il Gruppo CC Di Massa Carrara Reparto Operativo con questo comunicato si riferiva al coinvolgimento della Falange Armata nel caso Dazzi.

Proseguendo la nostra rilettura delle carte riguardanti il caso Dazzi (vedere precedenti articoli), emerge una sequenza di rivendicazioni della famigerata sigla. Di questa formazione e della sua recente ricomparsa pochi mesi fa, abbiamo già avuto modo di parlarne. Se effettivamente, come riteniamo, le rivendicazioni sono un grossolano tentativo di depistaggio, ciò significa che perfino il caso Dazzi nasconde verità scomode.

In esclusiva pubblichiamo stralci delle telefonate dei falangisti all’Ansa di Torino e Roma, cercando di coglierne dettagli e contraddizioni.

“ Falange Armata … Onde evitare che vengano ad innestarsi  interpretazioni assurde, rivendicazioni false, illazioni fantasiose ed ipotesi strumentali, superando la consueta consegna del riserbo e del silenzio, la Falange Armata rivendica l’azione condotta a Carrara contro il Signor Alberto Dazzi …”

Il Tirrenohttp://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2014/04/09/news/riaprite-le-indagini-sull-omicidio-dell-ingegner-dazzi-1.9016339 (Per coloro che sono interessati all’articolo)

Uno stralcio del contenuto della prima telefonata avvenuta il 16.5.91 alle ore 9.00 all’ ANSA di Torino. L’esposizione sembra quella tipica di un verbale. Si usano termini poco “ortodossi” nel linguaggio rivoluzionario armato (sia di destra che di sinistra). Non viene spiegata nemmeno la motivazione dell’attentato e non si attribuisce al Dazzi nessuna etichetta sociale. Lo stesso termine “Signor Dazzi” implica un formale distacco dell’organizzazione dalla vittima e da ciò che rappresenta.

Ancora più interessante è la seconda telefonata all’ANSA di Roma, avvenuta il 17.5.91 alle 10.35:

“… Ormai il vostro gioco non ci sorprende più. Esso diventa sempre più futile e meschino. La Falange Armata non trova ragione alcuna di indispettirsi, tutt’altro per il fatto che non viene data credibilità alla rivendicazione fatta ieri all’Agenzia ANSA di Torino sull’azione condotta a Carrara contro il signor Alberto Dazzi. Il fatto di essere sottovalutati rende ancor più merito alla nostra organizzazione. Semplicemente noi vogliamo ribadire la paternità dell’attentato …”

Interessante per l’inchiesta, quanto hanno riportato gli inquirenti nel documento:

“ Telefonata con accento tedesco, presumibilmente simulato..”.

Apparentemente un dettaglio di poco conto, ma potrebbe essere un depistaggio per coloro che conoscono approfonditamente il caso Dazzi. In un documento in nostro possesso, redatto dalla Digos di Massa Carrara (un interrogatorio), si legge:

“ … So inoltre che il Dazzi aveva un lavoro in corso in Germania ma non so la natura ne la specie, ne per conto di chi, infatti faceva dei viaggi in Germania rimanendo assente alcuni giorni, di cui non so specificare la frequenza….”

Il falangisti erano informati di questi dettagli? Da chi? Hanno usato un accento tedesco per depistare? Fughe di notizie?

Terza ed ultima telefonata alle ore 13.40 del giorno 19.5.91 all’ANSA di Torino:

“ Qui Falange Armata … Siamo costretti a ripetere che deve essere conferito carattere di autenticità, soltanto ai comunicati rilasciati dalla nostra formazione alle agenzie giornalistiche ANSA  e REUTER. Altre rivendicazioni fatte a singoli quotidiani o altri strumenti di informazione a nome della Falange Armata devono essere considerate del tutto privi di fondamento concreto e di interessi inerenti. Non ritorneremo più sull’argomento ….”.

Se si trattasse di una rivendicazione autentica, invece di ridondare inutilmente la paternità dell’attentato, avrebbero dovuto fornire particolari dell’omicidio conosciuti solo agli inquirenti. Le stesse false rivendicazioni nei quotidiani, a cui alludono nel comunicato, vorrebbero smentire, ma in realtà sembrano proprio essere opera loro. Il modus operandi classico del depistaggio sui media.

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