SISMI: Ehhh quante storie per 500 milioni £

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marzo 5, 2014 by redazione

5000 Milioni inchiostro scomodoDi: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Interessante la lettura dei verbali della commissione parlamentare sui rifiuti. Nel precedente articolo avevamo ipotizzato che alcuni agenti si mascherassero dietro la sigla Sismi (spacciandosi come tali) quando in verità operavano per conto di settori deviati del Sisde. Il fantomatico Pino è uno dei presunti agenti “doppi”. Durante i colloqui della commissione con i due ex responsabili apicali del Sismi (Sergio Siracusa e Adriano Santini), emergono dati rilevanti sui misteriosi traffici di rifiuti radioattivi avvenuti negli anni 90. Procediamo con ordine.

I 500 MILIONI.   “PRESIDENTE. Ha detto prima che sono stati investiti 500 milioni per acquisire notizie relative allo stoccaggio e al traffico di rifiuti. Vuol dire che è stata svolta un’attività particolarmente intensa in questo settore. Noi ovviamente non facciamo domande su eventuali coinvolgimenti dei servizi, ma vorremmo capire quali furono gli elementi che furono raccolti all’epoca sulla base di questi investimenti patrimoniali. Si è evidentemente trattato di una attività a largo raggio e a noi risultano situazioni come la Somalia e le navi a perdere. Quali sono state ad esempio le fondamentali notizie acquisite sulla Somalia? Quali sono state le notizie fondamentali acquisite sulle cosiddette navi a perdere? Perché Comerio era particolarmente all’attenzione dei servizi per i suoi rapporti internazionali? Noi vorremmo capire, salvo che lei ci dica che il capo del servizio queste cose non le conosceva e non le venivano riferite. In quel caso però molto probabilmente esisterà il capo di un settore, un responsabile di settore dell’epoca naturalmente, esisteranno degli ufficiale operativi. Chi ci può dare questa notizia? Sarà pure qualcuno che ha investito 500 milioni per avere qualche risultato. Su questi risultati noi siamo interessati. Ci saranno poi alcuni aspetti specifici. Sicuramente Comerio non era uno che passava di lì per caso. Ci sono numerose notizie e numerosi rapporti che riguardano Comerio fatti dai servizi. Volevamo quindi avere un quadro più approfondito. Sulla Somalia noi abbiamo avuto un memoriale di Fonti che contiene certamente dei dati inquietanti su notizie molto specifiche sul traffico con la Somalia. A voi non è mai risultato che dall’Italia venissero mandati in Somalia rifiuti pericolosi tossici o radioattivi? Le faccio una domanda conclusiva su questo. Sicuramente c’erano le sostanze radioattive che derivavano dalle centrali e anche sostanze radioattive che sono state recuperate in quel periodo perché ci fu un trattato. Il nostro problema è di cercare di stabilire dove sono finite. Sono andate in Somalia sono finite a Rotondella in qualche discarica? Giustamente lei dice che il servizio ha fatto attività di intelligence sulla criminalità relativa allo stoccaggio e al commercio dei rifiuti. Noi siamo proprio qui per chiederle che cosa avete acquisito.

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Devo rifarmi a quello che ho detto prima. Innanzitutto vorrei fare questa annotazione, 500 milioni non sono una cifra strabiliante…

PRESIDENTE. Nel 1995 non è neanche poco. Comunque qualche risultato lo avrete avuto.

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Certamente questi risultati fanno parte di quella relazione che ho menzionato già più volte e che dettagliano le attività svolte e i risultati acquisiti. I 500 milioni riguardavano anche il traffico d’armi. Quello era un periodo in cui i principali campi d’azione dei servizi erano quattro, ma il terrorismo era il primo. Successivamente c’è stata un proliferazione delle armi di distruzione di massa che effettivamente ha rappresentato un serio grattacapo, la grande criminalità internazionale, l’immigrazione clandestina e l’intelligence economica a corredo di tutto. Si intrecciano questi settori ed è difficile a volte stabilire che un canale informativo sia fruttuoso in un certo settore piuttosto che in un altro, perché si sovrappongono. Se quindi noi pensiamo a questa somma, che a me sembra francamente bassa…

PRESIDENTE. È tutto relativo.

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). 500 milioni nel 1995 sono 250 mila euro. Il budget del servizio è un’altra cosa. Sono sicuro perché comunque su tutta l’attività di intelligence si è speso molto di più. In fondo la ragion d’essere del servizio, cioè di questa istituzione a difesa dello Stato, è quella di acquisire informazioni, non facciamo operazioni. Per questo anche all’inizio ho subito detto che noi facciamo operazioni di intelligence per acquisire il quadro informativo, non certo per fare lo smaltimento dei rifiuti. Quindi le maggiori spese del servizio sono in questo campo. Se lei poi mi chiede quali sono stati i risultati delle navi a perdere e di Comerio, l’ho già citato prima e in quella relazione c’è scritto espressamente il riferimento alle navi a perdere. Della Somalia non c’è niente perché probabilmente all’epoca – parlo sempre del 1994-1996 – non avevamo percepito per quello che io so, perché il direttore del servizio è come il capo di una grande industria non è pensabile che sappia tutto …

RAFFAELE VOLPI. L’impressione che ho io, magari con un po’ di ingenuità, e che le cifre che avete fornito siano state estrapolate in un modo approssimativo. Perché la risposta è che le azioni di intelligence, e non l’operazione, non sono commisurate alla cifra di 500 milioni di lire da voi fornita. È difficile scindere fra l’interesse specifico e le fonti che si sono attivate. Le stesse fonti si possono attivare sia per il traffico di armi che per materiale radioattivo o per i rifiuti. Evidentemente c’è un passaggio che è in contrasto con le risposte che lei ha dato prima al collega Bratti.

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Cioè?

RAFFAELE VOLPI. Semplice, perché se queste fonti sono qualificate per tutti tre i settori, qualche cosa, rispetto all’interpolazione che tratteggiava il collega Bratti, ci deve essere. Altrimenti se lei ci dice che i 500 milioni sono generici, allora quali sono i risultati? Se non ci sono risultati specifici, del quali lei non ha memoria, tenendo presente che gli stessi soggetti attivati come fonti sono gli stessi che si occupavano di altro, vuol dire che noi abbiamo avuto un risultato un pò povero.

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). La ringrazio della sincerità con la quale ha posto la domanda. Come funziona l’attività di intelligence? Ognuno ha una rete di informatori, di fonti, e si prefigge un certo obiettivo. Per capire, ad esempio, se una centrale è affidabile o meno, e ce ne era un certo numero che sicuramente non lo erano, l’esempio di Chernobyl è lampante, si devono pagare le notizie. Se devo mandare qualcuno in Ucrania devo pagarlo, se deve informarsi le devo dare dei soldi. Molte notizie, che si trasformano in informazioni dopo una valutazione dell’affidabilità della fonte, vengono da un rete già preesistente. Dire che per quel risultato ho speso «x» è un po’ difficile. Per questo la cifra che abbiamo fornito e una cifra rotonda. Ma ciò non vuol dire che non abbiamo avuto risultati. Ho menzionato solo alcuni perché sono quelli che ho rivisto. Io non ho memoria della Somalia”.

Siracusa parrebbe non aver risposto in maniera esaustiva alle domande del Presidente della commissione. Sarebbe da valutare se esistevano motivi di segretezza (interni al Sismi) o siano stati “toccati nervi scoperti” di una vicenda che a non chiarisce fino in fondo l’uso dei 500 milioni in rapporto ai risultati. 500 milioni di lire non sono poche ma nemmeno una esagerazione nel mondo della Intelligence. Quindi? Sono realmente serviti per acquisire nuove informazioni sul campo? Qualora le cose fossero andate in questo modo, non solo non vi è un rapporto di causa effetto dettagliato sulle dazioni di denaro pubblico, ma i risultati sono scarsi. Altra ipotesi di scenario: se questi soldi fossero finiti invece nelle mani di presunti agenti doppi? All’epoca (certamente più di adesso) la partizioni dei ruoli e del raggio d’influenza di Sismi e Sisde era meno evidente rispetto all’attuale Aise e Aisi.

Questa indefinita circoscrizione dei settori di competenza ha permesso la creazione di zone d’ombra, territorio degli agenti doppi. Per loro affari privati? Riguardo al Sismi, gli agenti doppi con chi avrebbero intrattenuto contatti per il trasporto dei rifiuti radioattivi e speciali per la Somalia (e non solo)? Il colloquio che segue potrebbe darci una indiretta risposta al riguardo:

“PRESIDENTE. Non vorremmo avere una risposta nella quale si afferma che non è il Direttore del servizio che lo sa… I contatti in materia di rifiuti con le fonti informativa, chi li teneva? Sulla Somalia esiste una serie numerosissima di notizie. Lei sostiene di non aver mai saputo nulla al riguardo. Ma c’era qualcuno che si occupava specificatamente del rapporto con la Somalia?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Nel documento c’è scritto che rappresentanti della ex 8o Divisione….

PRESIDENTE. Quello riguardava Comerio ora le ho rivolto una domanda sulla Somalia. Chi si occupava della Somalia?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Dipende dagli interessi per materia. Delle armi di distruzione di massa a cui è connesso il traffico di rifiuti radioattivi si occupava la 8o Divisione. La 1oDivisione, citata anche in quel documento, si occupava di ricerca all’estero. Sono tutti chiarimenti, che risalendo alla documentazione disponibile dell’epoca, il direttore attuale del servizio può fornire.

PRESIDENTE. Le risulta che ci sia stata attività di inteligence sulle navi cosiddette a perdere?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Sì sono stati acquisiti molti elementi contenuti in quella relazione che io continuo a citare. In essa si faceva riferimento a tutte le navi sprofondate in acque di interesse nazionale citando rotte, porto di partenza, carico denunciato, punto di affondamento e profondità delle acque nel punto di affondamento.

PRESIDENTE. Lei ricorda qualche risultato di questa inchiesta? Sui luoghi di affondamento, chi erano i soggetti interessati a questa attività?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). No mi dispiace, non ho elementi per rispondere”.

Quali riscontri potrebbe fornire l’8° Divisione a riguardo? Occorre fare un passo indietro e tornare al ruolo dei possibili agenti doppi. Un simile agente deve possedere ottimi contatti all’estero e in patria, soprattutto per settori come il traffico d’armi e di rifiuti (di solito correlati). Questi individui potrebbero aver operato, ad alta intensità, quando molti dei rifiuti dovevano ritornare in patria per accordi internazionali.

“PRESIDENTE. Nel periodo in cui lei ha diretto il servizio, quali sono state le attività investigative e quali risultati hanno ottenuto in relazione al traffico di rifiuti pericolosi e o radioattivi e alle cosiddette navi a perdere?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Sì guardi mi tocca sempre di rifarmi a quella relazione che a diversi allegati e costituisce la summa dell’attività svolta fino a quel momento. Dire di più di quello che ho già detto e di quello che è richiamato nella relazione di cui è in possesso la Commissione… La relazione del novembre del 1995, in possesso della Commissione insieme ad altra documentazione, è un punto di situazione che risponde alla sua domanda. Noi ci siamo interessati dell’argomento partendo da l’attività all’estero delle grandi centrali nucleari in funzione e dismesse. Di quelle in funzione ci siamo occupati di quelle che erano in condizione di maggior potenziale pericolo. Ci siamo occupati dello smantellamento dei sistemi di armamento a seguito degli accordi tra la Russia e gli Stati Uniti e la Nato. Noi eravamo pienamente interessati del traffico di rifiuti radioattivi. Ma sempre nel campo dei buoni e non come qualcuno ha lasciato intravedere, questo Fonti per esempio, che noi fossimo coinvolti. L’attività di intelligence è quella di fornire il quadro informativo il più accurato possibile in modo tale che il Governo possa prendere le opportune decisioni. Per questo i servizi spendono i soldi del budget che gli è stato assegnato. La risposta è proprio contenuta in quella relazione del novembre del 1995 sull’attività svolta ed i risultati ottenuti.

PRESIDENTE. In quegli anni rientrarono rifiuti dall’estero?

ALESSANDRO BRATTI. Riguardo quel periodo dubito che i Servizi fossero dalla parte dei buoni. In quel periodo entra in vigore la normativa internazionale per la quali rifiuti non possono essere esportati. Molti rifiuti rientrano in Italia. La maggior parte di questi rifiuti sono, in parte, di aziende di stato e vengono gestiti da Monteco, che è una costola di Eni, che li porta in Libano nel nord Africa e poi li riporta in Italia. Ci sono delle polemiche intorno al porto di la Spezia. Visto che in questo caso era interessato lo Stato italiano e alla Monteco viene assegnato, non si capisce se vi è gara, da parte del Governo questo incarico. Le risulta che i Servizi abbiano svolto attività di intelligence al riguardo?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Io non ho alcuna memoria quindi non potrei risponderle. Avendo a che fare con una azienda di Stato è più facile la raccolta di informazioni ove queste informazioni non siano state fornite direttamente dall’azienda al Governo. È possibile che ci siamo interessati ma non mi sembra una questione di urgenza considerato che il rientro del materiale radioattivo era incanalato in un percorso legale. Ma non credo che ci siamo interessati, in fondo non c’è bisogno, avremmo portato Presidente del consiglio una notizia di seconda mano.

PRESIDENTE. Visto che il vostro compito era quello di evitare le attività illegali e l’utilizzazione di questo materiale eventualmente per scopi terroristici. A voi risulta dov’è finito tutto questo materiale radioattivo? Dov’è stato smaltito, in Italia o all’estero?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Non ho purtroppo una risposta da dare.

PRESIDENTE. Lo sapremo dall’8o Divisione?

SIRACUSA SERGIO, ex direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI). Ritengo di sì…”

Dell’agente Pino abbiamo già parlato e ci torneremo in seguito, quando valuteremo l’attendibilità del pentito Francesco Fonti. In queste vicende comunque si rintracciano diversi personaggi che potrebbero aver assunto il ruolo di agente doppio. L’impressione che abbiamo avuto leggendo gli atti, è che la commissione parlamentare non sia stata in alcuni punti così incisiva nei confronti di chi dovrebbe rispondere a certi interrogativi. Sarà anche per questo che l’Italia annovera molti misteri di cui non si viene a capo?

Alla prossima puntata.

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