“ZITTI ZITTI”

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Gennaio 31, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

silenzio inchiostro scomodoRETE CRIMINALE.  Pensate ad una potente e ramificata rete criminale in grado di controllare traffici di droga, armi e rifiuti nella fascia costiera che va da La Spezia fino a Livorno. Una rete che ha visto, per tutti gli anni 80 e inizio 90, la figura predominante del boss Carmelo Musumeci, referente di Cosa Nostra. Non fatevi ingannare dall’appartenenza del boss perché in quegli stessi anni la Camorra e  la ‘ndrangheta cominciavano a reclamare il loro ruolo, uno “spazio vitale”, in suddette zone. Per tale motivo si vengono a creare alleanze locali, come quello tra Musumeci e il clan Camorrista dei Nuvoletta. Alleanze che stiamo descrivendo in tutte le loro complesse e molteplici sfaccettature col prosieguo della nostra inchiesta giornalistica. Immaginate dall’altra parte della barricata la possibile presenza di apparati corrotti nell’ambito delle Forze dell’Ordine, dislocate proprio nella fascia Apuo – Versiliese. Apparati composti da agenti che a proprio vantaggio, non solo non svolgevano adeguate indagini nei confronti dei referenti criminali-mafiosi, ma anzi li appoggiavano offrendo loro copertura. Stiamo cercando di ricostruire perfino questo scenario. Immaginate, inoltre, l’inquietante possibilità che questi agenti compromessi da un simile sistema di corruzione, siano collegati alla famigerata banda della “uno bianca” (composta da poliziotti prevalentemente della Questura di Bologna). La nostra inchiesta ricerca tracce, indizi legati a persone e circostanze, che fanno ritenere assai verosimile questo scenario. Immaginate poi un gruppo di professionisti che avvalendosi di fiduciarie (società anonime in grado di schermare i soci presenti al loro interno) riescano a gestire indisturbati affari con i malavitosi appena citati.

UNA STORIACCIA.  “Una storiaccia” che però offre una “breccia” nell’omicidio dell’ingegner Alberto Dazzi di cui abbiamo cercato di capire meglio le dinamiche con un accurata rilettura di tutti i rapporti e le informative. Non solo. Negli anni che vanno dal 92 al 97 questo “asse criminale” sembra venire meno e accade qualcosa. Perché? Per un intervento del Sismi? Fondamentale è il 1996. In quell’anno assistiamo ad una vera e propria resa dei conti, a suggerirlo sono alcuni drammatici episodi solo apparentemente separati fra loro (obiettivo dell’inchiesta è quello di trovarne i collegamenti). Punto di riferimento il mese di luglio del 96 che comincia con l’omicidio di Giovanni Sgadò, appartenete alla X squadra del porto di Carrara. Nello stesso mese viene assassinato Paolo Mazzoni a Viareggio, un tecnico della Telecom, specialista d’intercettazioni telefoniche. Un intero arsenale d’armi chimiche viene intercettato nel porto de La Spezia. La Guardia di Finanza di Massa da il via a un mega blitz che vede il sequestro di barche adoperate dalla mafia. Viene ritrovata una macchina piena di denaro in fondo al mare: tutto ci riporta al porto, e le navi dei veleni?

Come testata giornalistica specializzata esclusivamente in inchieste, abbiamo trattato svariati e“scottanti”  argomenti constatando l’anomalia del sistema Italia. Non tutte le inchieste sono uguali specie se vengono archiviate come “misteri” o si fermano puntualmente di fronte ad omissis o ad atti secretati che non permettono di sondare, in definitiva, gli intrecci ed i mandanti. Di queste inchieste lasciate a metà e di questi misteri è pieno il paese. Per questo ad un lettore attento non può sfuggire la concatenazione di eventi, omicidi, scandali, traffici, uomini e partiti politici che puntualmente ricorrono in molte delle vicende di questi ultimi vent’anni. Questa nuova indagine potrebbe trovare uno sbocco in vicende descritte nell’ inchiesta di Diavolo Rosso, la più importante sviluppata da inchiostro scomodo.

Invitiamo a leggere: http://www.inchiostroscomodo.com/?p=451

http://www.inchiostroscomodo.com/?p=456

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