ABISSI: I clan Saetta e Terracciano infiltrano le società locali?

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Gennaio 17, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

trame di potere terraccianoI TERRACCIANO.  “…La misura cautelare reale si è resa necessaria nel corso di una complessa indagine riguardante le attività illegali in Toscana del clan camorristico dei T., nelle quali risulterebbe implicato anche il M., indagato per reati di usura e di estorsione, aggravati ai sensi dell’art. 7 legge n. 203/1991 (capi E, G), in relazione ad una serie di prestiti concessi a tasso usurario all’imprenditore C. B. costretto, per far fronte agli ingenti debiti accumulati, ad acquistare stock di articoli di abbigliamento a condizioni di sfavore, per poi rivenderli, sotto le minacce dello stesso M., ad altro indagato, G. C., a prezzi di molto inferiori…”

Leggendo con attenzione un atto della suprema corte di Firenze, riferito al coinvolgimento del clan camorrista dei Terraciano (guidato dai fratelli Carlo e Giacomo), si apprende che la DIA perquisì le aziende di Mancin: Max Moda e New Generation, trovandovi numerosi assegni e cambiali ritenuti frutto d’usura.

Avendo seguito in più occasioni le gesta dei Terracciano in Toscana non ci sorprese quanto rivelato dalle autorità. Il contenuto delle righe successive, però, è sorprendente:

“I giudici hanno confermato il sequestro delle quote societarie e dei beni appartenenti alle ditte riferibili al M., cioè la Max Moda s.r.l. e la New Generation s.r.l., di cui risulterebbe dipendente anche C. T., controllate da due società fiduciarie, Fidereuropa e Fidicontrol.”

Fidicontrol?

FIDUCIARIE.  Ecco, senza volere risiamo nuovamente in mezzo alle cave di Carrara. Perché? Ma è proprio la Fidicontrol con sede a Prato, a sua volta controllata (al 25%) dalla Fiduciaria Toscana? Sarà un caso ma:

“Gli altri ambienti economici cittadini, quelli cioè non direttamente coinvolti, danno però un’altra interpretazione: e cioè che vi siano delle grandi manovre nella Sam e nella Marmi Carrara, vale a dire – per numero di concessioni e volume di marmi escavati – le aziende più importanti della città. A oggi (o bisogna già dire: a ieri?) la situazione è questa: Duegi Trasporti di Mauro Marri, Tonini Marmi di Giancarlo Tonini, Porto di Carrara Partecipazioni di Enrico Bogazzi hanno il 20 per cento, la Ermes srl di Luigi Piacentini e Tommaso Volterrani il 40% (ma il 75% delle quote di Ermes sono in mano alla Fiduciaria Toscana e il 25% alla Fidicontrol, quindi i soci sono celati). Secondo la vulgata, Alberto Franchi della Umberto Marmi e Mario Rossi del Fiorino sarebbero pronti a rilevare delle quote e conquistare la maggioranza, e anche Ciro Gaspari potrebbe essere interessato a diversificare i suoi investimenti, acquistando delle quote.”.

Prendiamo atto che le due fiduciarie sono presenti nelle cave. Nulla di male s’intende. Andiamo avanti: chi è il tributarista che ha gestito gran parte delle transazioni multimilionarie nelle cave (e non solo, basta leggere i nostri precedenti articoli sulle municipalizzate)? Giulio Andreani. Se andiamo a controllare la visura di Fiduciaria Toscana Lo ritroviamo nel collegio dei sindaci revisori. Nulla di male.

Ma sono le stesse due fiduciarie coinvolte indirettamente in due scandali nazionali ? Carlo Steinhauslin, Ad di Fiduciaria Toscana, e Francesca Tanzi furono indagati per lo scandalo Parmalat. La Fidicontrol, invece, la ritroviamo indirettamente e si spera inconsapevolmente, sfiorata dal caso Belsito (ex tesoriere della Lega Nord). Ma è la stessa Fidicontrol che partecipa (con una quota del 7%) al capitale di banca Aletti? La stessa banca dove avvenivano le transazioni di denaro riciclato dalla‘ndrangheta? Se così fosse si tratta di una brutta faccenda, poiché coinvolta nel caso Belsito c’è una delle famiglie più potenti della ‘ndrangheta: I De Stefano D’Archi.

Abbiamo notato che Prato ricorre spesso negli affari in terra Apuana, come nella ex Cava Viti (vedi arthttp://www.inchiostroscomodo.com/?p=334), controllata da Programma Ambiente Apuana che a sua volta è (o era) controllata da Programma Ambiente Prato (74%) e da una Fiduciaria, la Santa Caterina (26%) che vede “ Deus ex macchina” come al solito Giulio Andreani.

ALLEANZE.   Ritornando al clan camorrista dei Terraciano ( insediati a Prato), abbiamo sempre sostenuto un legame fra loro e i Saetta (insediati in Versilia). Nell’articolo “L’ABC di un insediamento criminale” avevamo descritto queste relazioni in Toscana. Durante una retata delle Forze dell’Ordine che colpì i Terracciano, in particolare il boss Giacomo, fu arrestato anche l’uomo di collegamento tra le due famiglie in Versilia. Potremmo dunque assistere ad una alleanza locale tra le due famiglie, finalizzata al superamento della loro crisi causata dai recenti arresti ? Assisteremo ad una alleanza atta a completare l’espansione criminale – affarista dell’alta Toscana? Come si comporteranno gli appartenenti al clan Contini, anch’essi presenti in Versilia?

I due clan camorristi ci potrebbero permettere di fare luce su relazioni locali con Cosa Nostra (soprattutto nell’ambito del settore marmifero). I Saetta (de facto affiliati ai Casalesi) ospitarono e protessero la latitanza di Antonino Finocchiaro, esponente dei Santapaola. Fu casuale che il capo clan della Versilia Vincenzo Saetta, si sia insediato in zona proprio negli anni novanta, quando si realizza il possibile passaggio di consegne negli affari (e nelle cave)? Negli ultimi articoli abbiamo appena accennato l’ipotesi che i Nuvoletta, altro famoso clan, potesse essere stato un “tramite” fra Cosa Nostra e Camorra. Le possibili relazioni tra Saetta – Terracciano e Nuvoletta sono un passaggio che non possiamo più rimandare nello sviluppo dell’inchiesta.

QUESITI.  Ormai è chiaro che ci sono delle zone d’ombra, dei buchi neri, colmi d’interrogativi senza risposte in tutte queste vicende. Ci sono stati ripetuti contatti fra imprenditori locali (Massa-Carrara) e mafiosi? La massiccia presenza dei Casalesi è dovuta alla presenza in zona dei Saetta? Saetta e Terracciano hanno infiltrato affiliati nelle società locali e in settore chiave quali porto e marmo per mezzo di fiduciarie?

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