DOPPIO FONDO

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Gennaio 5, 2014 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

inchiostro scomodo naviQuanto sono correlati le cave di marmo con il porto? Sono le due facce della stessa medaglia. Il problema è quando nelle operazioni, ovviamente all’insaputa delle ditte e dei proprietari, subentra la criminalità organizzata. Questa una delle piste che stiamo battendo sull’inchiesta delle cave.

NAVI & DROGA. È un periodo difficile per “i figli di Dio”. Le dichiarazioni dell’ex leader Iraniano e il prosieguo dei test nucleari hanno allertato la comunità internazionale tanto da creare un embargo voluto principalmente dagli Usa ( situazione in miglioramento con l’insediamento di Hassan Rouhani). Non entreremo nei particolari, ci basti sapere che quando la comunità internazionale sente odore di traffico d’armi diventa “isterica”. Le navi sono da sempre un vettore ideale per simili attività illecite (come del resto la droga). Non bisogna stupirsi se compagnie e armatori vengono coinvolti in operazioni illecite sempre più frequentemente, spesso a loro insaputa. Riporteremo due episodi che hanno in comune lo stesso armatore Enrico Bogazzi (per diritto di cronaca certamente estraneo alla vicenda riguardante la partita di droga). L’armatore come abbiamo visto nelle pagine precedenti, è una delle colonne portanti dei commerci nei porti di Marina di Carrara e La Spezia.

La United Against Nuclear Iran (UANI) ai primi di marzo del 2013 ammonisce pesantemente con un comunicato stampa la BSLE Italia Srl, compagnia navale di Bogazzi. Una nave della compagnia, la BSLE Venus, avrebbe visitato più volte l’Iran intrattenendo rapporti d’affari di non precisata natura con le autorità portuali. Bogazzi ha risposto con decisione a questo comunicato:

“La nave BSLE Venus non ha mai scalato i porti Iraniani da quando la nave è impiegata per conto di BSLE. La nave in oggetto è impiegata su rotte per il Mediterraneo, Medio Oriente e India e quando ha scalato porti iraniani lo ha fatto trasportando carichi che rispettavano al 100% le regole imposte dall’embargo con l’Iran”.

La vera domanda comunque è : perché UANI si è esposta con una denuncia così grave?

L’imprenditore ha annunciato di voler ricorrere per vie legali e sarà interessante assistere agli eventuali sviluppi della faccenda e constatare se UANI abbia un asso nella manica.

Il secondo episodio riguarda un Bulk Carrier sempre legato a Bogazzi. Nel 2007 la nave, diretta verso il porto di Vado Ligure, fa scalo in Venezuela, precisamente a Maracaibo. Una ispezione subacquea delle autorità portuali scopre 130 kg di cocaina stoccati in sacchi impermeabili appesi allo scafo della nave. Brutto affare! La nave viene subito sequestrata, il capitano e il suo secondo (entrambi ucraini) vengono arrestati mentre all’intero equipaggio viene imposto l’obbligo di non uscire dal paese.

Precisiamo che l’armatore e la compagnia erano all’oscuro del traffico. Ciò che a noi interessa è lo scalo finale della Bulk Carrier, cioè Vado Ligure. I narcos che hanno scelto questa nave, facevano parte di qualche organizzazione criminale? Quale? Possiamo escludere che l’operazione fosse targata ‘ndrangheta, così presente nei porti liguri? Vado Ligure, infatti, non è uno scalo nuovo per i traffici di droga. Sembra perciò che la principale holding ‘ndranghetista stia utilizzando con più frequenza questo porto (vedere articoli sulle due holding ‘ndranghetiste). Facciamo un passo indietro. Nell’articolo dedicato alla “Federazione Criminale” abbiamo messo in primo piano il ruolo chiave dei Fameli considerati, dopo l’operazione Carioca, la lavanderia per il riciclaggio dei Piromalli (una delle più importanti famiglie della ‘ndrangheta). I Fameli sono insediati proprio nel Savonese. Forse qualche controllo incrociato con Vado Ligure andrebbe fatto. I frequenti sequestri effettuati dalle autorità portuali competenti potrebbero condurci a collegamenti con l’organizzazione in questione. La partita di droga con rotta Colombia-Vado Ligure risulta un precedente interessante. L’operazione portò al sequestro di 30 kg di cocaina in container destinati in parte a Vado Ligure e alla città Iberica di Tarragona. La Spagna risulta la destinazione più frequente delle rotte provenienti dall’America latina e la tratta sud America-Spagna-Italia è da sempre la più sfruttata dai narcos.

Tralasciamo per un attimo i due episodi appena descritti.

ListenerIPOTESI CRIMINALE. Allarmanti le dichiarazioni del giornalista Gianni Lannes. Pare che in questi ultimi anni il governo abbia incaricato una ditta calabrese per lo smaltimento di rifiuti nucleari. Problema: è la Eco.ge dei Mamone presenti in Liguria. I Mamone l’abbiamo incontrati diverse volte anche per la provincia di Massa-Carrara. Sarà determinate accertare se alcune navi trasportino all’andata granulato di marmo e rifiuti radioattivi (il granulato scherma) e al ritorno droga o armi (oppure viceversa). Sospettiamo che sia accaduto, ad esempio, per molte delle così dette navi dei veleni. Ma il modus operandi delle navi a perdere è ancora in voga? Elementi da collegare?

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