INCHIESTA “IL BOTTO”, LE ANALOGIE CON LE TRUFFE DELLA CAMORRA IN VERSILIA

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Febbraio 19, 2019 by redazione

Di: Francesco Sinatti

L’elicottero vola basso alle prime luci dell’alba, i vetri vibrano forte nel telaio delle finestre, è appena passato radente al tetto del mio palazzo.
La mattinata del 28 gennaio 2019 comincia con un operazione congiunta polizia carabinieri (coordinati dalla procura di Massa) che stanno eseguendo arresti nell’ambito dell’operazione “il botto” per sgominare due associazioni dedite alla truffa alle assicurazioni mediante falsi incidenti.
Gli arrestati (fra domiciliari e custodia in carcere) alla fine risulteranno 17, ma i soggetti interessati alla vicenda sono 130 per 159 capi d’imputazione, coinvolti medici, avvocati e soggetti compiacenti per simulare “finti” incidenti da risarcire truffando le assicurazioni.
La questione della frode alle assicurazioni è un “classico” del crimine per truffa, ma quello che desta un certo “stupore” è la filiera di professionalità che vi partecipano a vario titolo: dal vigile urbano ai diversi medici interessati per specialità, avvocati consulenti e vittime compiacenti. Più che associazioni per delinquere si possono definire vere e proprie filiere dedite alla truffa.

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