Chi c’è DIETRO la possibile Jihad Quartierizzata Globalmente? (IIPart)

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agosto 2, 2018 by redazione

Di: Pier Paolo Santi

Ringrazio per l’ interesse al primo articolo che espone l’introduzione alla mia teoria http://www.inchiostroscomodo.com/?p=2438

Gang, bande islamiche In Europa, no-go-area” (zones):stiamo assistendo ad una fase post-embrionale di quella che ho definito JIHAD QUARTIERIZZATA GLOBALMENTE? La Svezia e alcune zone del vecchio continente sono una dimostrazione sul campo?
Queste evidenti manifestazioni sono giá state strumentalizzate e usate dalle organizzazioni jihadiste?

Ritengo che dietro la possibile ed eventuale applicazione della strategia che ho definito di JQG, ci siano gli insegnamenti (Rielaborati, Rivisionati, Adattati) di due colonne pensanti dello jihadismo internazionale:
SAYYID QUTB e Mustafa Setmariam Nasar, meglio conosciuto come ABU MUSAB al SURI).
Riporto un breve schema dove saranno evidenziate le caratteristiche dei due pensatori e le possibili soluzioni di coloro che forse stanno cercando di applicare la JQG:

Sayyid Qutb } Def. di “Patria dell’Islam”

Abu Musab al Suri} a)- ” Nizam la Tanzim”
a)- Jihad del terrorismo individuale (“molecolare” (1))
b)- Fronte aperto (diffuso)

L’applicazione JQG :

1)- Bande/Gruppi che controllano quartieri
2)- Ogni quartiere, di ogni cittá, AUTONOMO (Molecolare) ma rispondente all’unico credo pronte in vari settori del globo(DIFFUSA).(2)

Con questi semplici punti rischiamo che il nostro nemico abbia la possibilitá di applicare e far combaciare sul campo le teorie dei due pensatori, senza gli insuccessi o le mancanze del passato (su questo stiamo preparando una pubblicazione inserita nel prossimo libro).
Con la Quartierizzazione appena concepita viene applicato anche il principio di Sayyid, secondo cui la definizione e l’intimo significato di “PATRIA DELL’ ISLAM” non deve essere circoscritto all’ambito Territoriale/Geografico, quanto a:
” Difesa delle credenze islamiche, del modo di vita islamico e della comunitá islamica” (3)

In pratica quartieri ufficialmente di uno Stato ma de facto sottomessi alla legge di sharia non risponde a quanto desiderato da Sayyid?
Si comprende subito che perfino l’impostazione di Musab al Suri sulla jihad Individuale si allarga, da uno o pochi uomini costituenti una cellula, a Gruppi di controllo senza perdere il concetto strategico e tattico iniziale. Andiamo a spiegare.
Secondo il pensatore jihadista la potenzialitá offerta dal DECENTRAMENTO permette ad una cellula catturata o eliminata di non compromettere un altra operativamente separata ma ideologicamente unita. Aveva concepito un meccanismo di controllo e terrore finalizzato non solo a destabilizzare la sicurezza dei paesi ma anche a disperdere e rendere un inferno operativo quanto investigativo alle varie intelligence.

Con simile gang/bande si verebbe a creare un controllo “a singolo” dove non solo è impossibile colpire una BASE CENTRALE o un leader essenziale (un Bin Laden) per destabilizzare il network, poiché ogni quartiere è dominato da una o piú bande. Un lavoro infinito e altamente rischioso da debellare per le Forze dell’Ordine che avrebbero certamente bisogno di un supporto delle Forze Armate. Ricordiamo il principio: Nizam la Tanzim.
L’altro supporto che potrebbero aver dato Musab al Suri alla JQG riguarda l’opinione della LEGGITIMAZIONE.
Per il pensatore jihadista non è fondamentale una legittimazione clericale (4)e questo diviene un punto fondamentale per la creazioni di BANDE CRIMINALI ORGANIZZATE JIHADISTE presenti nei vari quartieri. Certamente molti rappresentanti religiosi islamici (in questa sede trattiamo solo delle frange estreme è bene ricordarlo) rifiuterebbero una simile impostazione della nuova jihad globale: metterebbe troppo in risalto e paleserebbe una impuritá e corruzione innegabile. Ebbene, con una DELEGITTIMAZIONE il problema per i jihadisti da noi attenzionati verebbe meno.

Concludo questa seconda parte con l’interrogativo riportato nel titolo.

(1)-

Al-Suri, il siriano che voleva fare l’ingegnere diventato l’architetto del jihad mondiale (L’Espresso), 10 Agosto, 2017

https://www.google.it/amp/espresso.repubblica.it/attualita/2017/08/10/news/l-architetto-del-jihad-mondiale-1.307910/amp/

(2)- Sul Fronte aperto ci ritorneremo per spiegare i particolari e le necessarie modifiche che stanno forse applicando ad un segmento del concetto di al Suri, sopratutto sugli spazi aperti e guerra assimmetrica, senza stravolgere il suo significato. Il Fronte aperto va visto come punti sparsi per il globo in continua agitazione e scontro (non guerriglia poco confacente ad al Suri), una sorta di controllo criminale che impone la sua presenza ma difficile da individuare e reprimere. La jihad avrá anche bisogno di SPAZI in aree precise per addestramenti e quant’altro.

(3)

The Strategist: How Abu Mus’ab al-Suri inspired SIS (ORF). Di ABHIJNAN REJ
https://www.orfonline.org/research/the-strategist-how-abu-musab-al-suri-inspired-isis/#_ednref5

(4)

“Nizam, la Tanzim”. System, not organization.           6 ( Mediterranean affairs), di ANTONIO DE BONIS , 2 LUGLIO 2015

“Nizam, la Tanzim”. System, not organization

 

Altri spunti da:

IL TERRORISMO INDIVIDUALE: ABU MUSAB AL-SURI (Difesa online) di Paolo Palumbo 16/10/17

http://www.difesaonline.it/evidenza/approfondimenti/il-terrorismo-individuale-abu-musab-al-suri

ISIS. Storia segreta della milizia piú potente e pericola del mondo
Di Andrea Beccaro
Editore Newton Compton

 

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