la JIHAD QUARTIERIZZATA GLOBALMENTE

0

luglio 14, 2018 by Pierpaolo Santi

 

Di: Pier Paolo Santi

 

La jihad internazionale, negli ultimi anni, è stata caratterizzata da quattro fattori:

TERRORISMO

METODOLOGIA CRIMINALE

SOCIALE

   INSORGENZA

Alcune organizzazioni al suo interno sono riuscite, sul campo, ad intrecciare le combinazioni, per questo possiamo presupporre con una certa convinzione che tutte le guerre, le battaglie, gli attentati, i traffici illeciti e le occasioni colte per infiltrazioni in vari tessuti sociali, sono state un “banco di provava” per la classe dirigente jihadista.

Anche se tecnicamente di fazioni diverse, gli errori o i successi di una fanno scuola per l’altra e viceversa. Da questo presupposto, se realmente il loro scopo finale consiste nell’islamizzare il mondo con un ritorno all’antica espansione, i successi sono effimeri. Perfino con la creazione del califfato le menti pensanti erano perfettamente consapevoli della breve durata del progetto. Certo, sono entrati indubbiamente nella storia innescando un insidioso processo di speranza nelle menti degli estremisti di tutto il mondo.

Sanno, dunque, di vivere un bivio strategico (operativamente e tatticamente ancora in grado di mantenere in stallo l’attuale situazione nel breve termine).

Va anche segnalato che l’universo jihadista non è certo lineare (per questo invito a leggere il paragrafo Ibridismo e fluidità nota1), in quanto caratterizzato da molteplici differenze: il diverso modo di approccio e conflittualità sulla questione sciita, tanto per riportare un esempio, è visto diversamente da al-qaeda rispetto all’isis.

La nuova strategia del nemico dovrà, dunque, superare necessariamente alcuni ostacoli:

  • Convivenza/Scontro/Inglobamento/Parallelismo tra le due principali organizzazioni? (Al-qaeda e Isis).
  • Creazione di una nuova, embrionale, realtà jihadista? E quali le varianti:

a)- Proseguire sulla stessa linea d’azione?

b)- Puntare sull’esclusiva strategia terroristica?

c)- Guadagnare tempo per una completa riorganizzazione aspirando ad un nuovo califfato, magari in un settore ASIATICO?

d)- Formare una sorta di califfato geograficamente a “macchia di leopardo”?

  • Procedere ad un livello di scontro che metta in TOTALE PRATICA la sinergia tra i quattro fattori. Siamo giunti allo SCENARIO che dovrebbe preoccupare ogni intelligence: La jihad Quartierizzata Globalmente.

In cosa consiste:

Controllo serrato di interi quartieri delle città con un modus operandi tipico della criminalità organizzata: reti affaristico illecite, estorsioni, omicidi mirati e quant’altro (stile isis nelle zone conquistate) MA attirando nel contempo gli abitanti con azioni sociali mirate stile Ansar al Sharia. Questo permetterebbe un reclutamento costante e il necessario appoggio della gente del quartiere. Proprio i quartieri assumerebbero le connotazioni di autentiche roccaforti adatte come supporto logistico per attentati o azioni di incursione. INEVITABILMENTE l’azione repressiva dei vari Stati si indirizzerebbe proprio sui quartieri attenzionati venendo così a innescare autentiche battaglie (fase insorgenza) che sommate globalmente potrebbero condurre a danni incalcolabili.

Le INTERCONNESSIONI (nota 2) troverebbero ulteriori linfe vitali per la facilità in cui si potrebbero muovere, in questi quartieri, soggetti legati a svariate criminalità organizzate o anche ad “Terzi ostili”. Potrebbe essere favorito da TERZI il processo di lenta ma inesorabile “conquista del quartiere” con acquisti di immobili, finanziamenti ad associazioni di varia finalità.

I jihadisti hanno già adottato la sistematica concentrazione di attività in singoli quartieri di una città al fine di utilizzarli come “spartiacque” ma sempre con un modus pensandi esclusivamente militare (nel senso classico del termine) stile Derna o Sirte in Libia. Preoccupante, ed è quello che dobbiamo evitare, se il modus pensandi si plasmasse ad immagine dei narcos sudamericani.

L’unica possibilità per i fondamentalisti è incrementare, coltivare la loro parte NARCOS. Il califfato di Abū Bakr al-Baghdādī lo aveva messo in pratica (traffico di petrolio, di armi. di stupefacenti, di beni archeologici, di esseri umani) ma erano considerevoli le spese di mantenimento di tutto quell’apparato che de facto era uno Stato. Viceversa, se riescono nell’applicazione del principio con un potenziamento di traffici senza spese eccessive, aumentando gli impulsi di interconnessione con le criminalità organizzate, il loro potenziale tenderebbe ad una costante ascesa.

Le città che potrebbero essere le prime di un simile esperimento sono molte nel mondo. Il nostro lavoro consiste anche nel PREVEDERE SCENARI, quindi cercheremo nel prossimo articolo di tracciare una mappa indicativa. La soluzione al problema potrebbe essere la nuova guerra che dobbiamo intraprendere alle Intereconnessioni (Nota 3)

La jihad Quartierizzata Globalmente è un REALE rischio e bisogna dedicare all’argomento molte analisi e riflessioni per evitare il peggio… per prevenire.

Notare bene: per Jihad in questo articolo si intende la frangia estrema di quelle fazioni che intendono usufruire della violenza per raggiungere un obiettivo.

Nota1

https://online.flippingbook.com/view/583386/64/

Nota 2

Definizione Interconnessioni

https://online.flippingbook.com/view/583386/4/

Nota 3

https://online.flippingbook.com/view/583386

http://www.inchiostroscomodo.com/?p=2419

 

Riproduzione Riservata


0 comments »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.