RISPOSTA AI LETTORI SUI TRAFFICI DI RIFIUTI

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Novembre 9, 2013 by redazione

ListenerDi: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

A seguito delle numerose domande poste dai lettori sugli articoli inerenti il traffico dei rifiuti tossici, intendiamo focalizzare l’attenzione su alcuni punti. Nel pezzo http://www.inchiostroscomodo.com/?p=209 “Villaricca: U’ Babbà al veleno” avevamo descritto il summit tenutosi nel ristorante “ La Lanterna” (Na)  nel 89 a proposito degli accordi tra mafia e colletti bianchi riguardo a questi traffici. Negli accordi la Campania risultava il luogo privilegiato per l’interramento di rifiuti provenienti dall’Italia. Ci eravamo domandati se l’accordo fosse ancora in vigore fra le parti. Va notato che negli ultimi anni sono cambiati gli scenari. A questo proposito la camorra deve trovare nuove soluzioni poiché la Campania è stata quasi totalmente saturata. Inoltre, scandali e inchieste giudiziarie hanno puntato i riflettori sulla zona. Proprio di qualche giorno fa la denuncia del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti:

«Dopo aver smaltito al Sud per vent’anni i rifiuti tossici prodotti al Nord, ora la camorra napoletana sta portando i rifiuti campani altrove, in primis in Toscana ma anche in Paesi come la Romania e la Cina».

Una delle caratteristiche della camorra è la capacità di creare alleanze con mafie nostrane e internazionali, trovando nuove occasioni commerciali. Il Procuratore non a caso ha menzionato la Cina: esistono importanti precedenti tra la camorra e la criminalità cinese. Le ritroviamo partner nel traffico di merce contraffatta. Le due organizzazioni hanno realizzato un piano ingegnoso: le merci vengono prodotte in Cina dove la manodopera è praticamente a costo zero. In Italia giungono attraverso i paesi di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano per finire all’Esquilino e conseguentemente all’intero mercato Romano. È solo un esempio di collaborazione.

Ci preme sottolineare che quando trovate menzionate cave, discariche o interramenti vari finiti sotto indagine, nella maggior parte dei casi è coinvolta la camorra o la ‘ndrangheta. Il metodo è semplice: ci si avvale di personaggi incensurati per aggirare le norme antimafia attualmente in vigore. Meglio ancora se ad essere assorbita è una società ad antica conduzione familiare con un nome affidabile alle spalle. Solo rari casi però vengono menzionati in cronaca. Questo perché, non finiremo mai di dirlo, manca un giornalismo d’inchiesta di provincia. Un giornalismo professionale e di denuncia. Le redazioni si occupano di questi argomenti solo quando è troppo tardi ed è già scoppiato lo scandalo. Fondamentale è la continua attenzione e consapevolezza dei cittadini, soprattutto di coloro che abitano nei pressi di zone sensibili. Non di rado alcuni lettori, ad esempio, ci segnalano spostamenti e lavori notturni. Allarmati si domandano se un simile lavoro non sia funzionale a nascondere  o a trasferire qualcosa di sospetto. Non bisogna farci ingannare da altisonanti nomi aziendali. Troppo spesso operai e cittadini si ammalano sottovalutando i rischi che corrono. Mai penserebbero che società accreditate possano attentare con tale leggerezza alle più elementari regole della sicurezza e della salute. In questo giro d’affari gravitano diverse figure professionali e lobby inclusi gli amministratori locali, indispensabili per approvare atti di concessioni e sfruttamento del territorio.

Chiudiamo con un commento di un lettore, che nella nostra pagina facebook “ trame di potere” ha così commentato: “ Più che “trame di potere” direi l’inesorabile declino dell’Italia nelle mani della criminalità!”. Prossimamente la mappa dei veleni sul territorio nazionale con nuovi collegamenti.

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