PERICOLI MULTIPLI PER RISPOSTE MULTIPLE

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gennaio 4, 2018 by Pierpaolo Santi

 

Di: Pier Paolo Santi

 

Uno dei possibili scenari è rappresentato da un attacco multiplo e coordinato di Apr (droni) nemici in zone urbane. Domanda secca: il nostro personale da terra è addestrato o si sta addestrando per l’abbattimento “istintivo” di Apr inseriti in questo contesto? Cambiano molti fattori da un normale (si fa per dire) scontro a fuoco o arresto di veicoli.

Non solo, le modifiche e la conversione è relativamente facile per gruppi terroristi ben supportati e motivati. Non scordiamoci che gruppi e organizzazioni hanno alle loro spalle delle vere e proprie officine dove poter applicare modifiche e migliorie varie a veicoli e strumenti. Casi ne sono stati riscontrati (anche a livello quasi industriale) in medioriente ma non dobbiamo escludere che anche n Europa siano presenti officine (magari mascherate da altro) pronte alla modifica di Apr. Esistono ovviamente contromisure tecnologiche, vale la pena sottolineare che alcune nostre aziende sono all’ avanguardia, utilizzate recentemente per la sicurezza di importanti eventi internazionali ma attualmente ottenere una copertura in tutte le città e province è praticamente impossibile, per questo risulta fondamentale il personale sul campo. Ma abbiamo ancora la mentalità e l’approccio giusto? Attualmente abbiamo un vantaggio: modificare Apr “se pur sofisticati ma pur sempre commerciali” applicando sistemi di armamento e protezioni implica un significativo rallentamento del veicolo e quindi una minore capacità operativa se, appunto, viene contrapposto un personale addestrato.

Proprio sull’ addestramento mi permetto un’altra considerazione che però riguarda armi bianche.

I tagli e le ferite causate da armi bianche sono impressionanti. Le “lame” sono da sempre fonte di terrore da rivolgere nei confronti dei nemici. Nonostante le attuali tecnologie e armi a nostra disposizione credo nel non espormi eccessivamente sostenendo che i coltelli (e altro) sono ancora e lo saranno una dotazione necessaria e imprescindibile del militare e di tutti gli addetti ai lavori del settore sicurezza. Non è un caso che, come per armi automatiche e semiautomatiche, anche per quelle a lama reparti speciali indichino specifiche richieste ai costruttori. Mentre componenti terroriste-jihadiste hanno compreso il potenziale delle armi bianche, spesso non sapendole usare, lanciando precisi segnali con foto e filmati sui social, noi occidentali, pur usandoli e avendo alle spalle una immensa tradizione, non mettiamo in risalto questa componente che esiste e deve essere valorizzata. Sembra quasi che siamo ancora inghiottiti da un tabù sociale: un “coltellaccio”   metterebbe in cattiva luce l’operatore che lo ha in dotazione? No per svariati motivi. Prima di tutto, come già esposto, ci sono armi bianche sviluppate proprio per determinate richieste sul campo a indicare la professionalità (dell’operatore e dei costruttori) e la ricerca in un eventuale utilizzo mirato. Secondo aspetto, come per tutte le armi la differenza la fa l’operatore che la usa.

In determinati e specifici (rari ovviamente) contesti ravvicinati è utile l’utilizzo di un arma bianca. Quali? Proprio questo punto sarà tema di un prossimo approfondimento compreso l’utilizzo e la piena capacità di quello che un operatore può avere a disposizione.

 

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