Cosa accadrebbe all’organizzazione terrorista se uno dei gruppi criminali di riferimento per i loro affari illeciti, logistica (e altro), fosse smantellato dopo una operazione delle forze dell’ordine?

0

agosto 31, 2017 by Pierpaolo Santi

 

Di: Pier Paolo Santi

 

Nell’ambito dei nostri studi su possibili scenari di interrazione tra criminalità organizzata e jihadisti-terroristi riscontriamo un punto cardine dell’ investigativa, vale adire il PRINCIPIO DEL VUOTO DI POTERE.

Inchiostro Scomodo è un Sito specializzato in Ricerca-Analisi e come tale il lettore può trovare aggiunte a precedenti articoli. Questo è la seconda parte di un altra considerazione

http://www.inchiostroscomodo.com/?p=1727

L’intervento mirato investigativo (tempestivo)  è valido sia per sfera della criminalità organizzata quanto per quella del terrorismo MA… assume connotazioni particolari e uniche nello studio delle interrelazioni.

Anche in questo caso si pongono SCENARI:

Cosa accadrebbe all’organizzazione terrorista se uno dei gruppi criminali di riferimento per i loro affari illeciti, logistica (e altro), fosse smantellato dopo una operazione delle forze dell’ordine?

Il caso inverso potrebbe essere più raro perché dettato dalla DIVERSIFICAZIONE tipica di una organizzazione criminale rispetto a quella terrorista. L’obiezione potrebbe trovare vigore in un califfato che ha dimostrato proprio la capacità di reperire denaro nelle forme più diverse. Vero ma fino ad un certo punto: limitazione territoriali e una rete assai meno fitta rispetto alle altre organizzazioni criminali. Non è, comunque, un caso che il califfato (già in altre occasioni abbiamo cercato di interpretare i suoi mutamenti dopo l’inevitabile perdita di territorio) è da considerarsi nel modus pensandi e operandi come una organizzazione de facto criminale, nascosta da un velo di jihadismo.

Torniamo al quesito. Prendiamo da esempio il traffico di opere d’arte, nello specifico il canale Iraq-Siria dove parrebbero essere coinvolti, oltre all’epoca i seguaci del califfato, anche la criminalità organizzata autoctona e non solo. A nostro parere l’isis avrebbe avuto (e ha) notevoli difficoltà nello smerciare (al di fuori) opere d’arte di varia fattura saccheggiati nei territori conquistati: ecco un’altra differenza con la criminalità organizzata quest’ultima non ha bisogno di conquistare porzioni di territorio per condurre affari poiché per la sua natura ambivalente sarebbe in grado di avvalersi (corruzione, amicizie etc) della collaborazione di singoli soggetti all’interno di ogni paese soprattutto se si attua una sinergia tra le varie criminalità.

I tombaroli, specializzati, potrebbero allora assumere i delicati ruoli di uomini cerniera:

a)- Tra l’organizzazione jihadista e trafficanti

b)- Direttamente tra il gruppo jihadista e la C.O

 

CONCLUSIONI

Dal momento in cui SMANTELLEREMO la PIATTAFORMA CRIMINALE, sguarniremo la sfera terrorista/jihadista.

Spesso trattando di Sicurezza si tende a seguire gli avvenimenti più eclatanti mettendo in secondo piano, avvolte, quelle battaglie necessarie per l’ordine del paese, commettendo l’errore di considerarli pezzi di altri puzzle. Nell’ attuale fase storica che vede come protagonista mediatico il terrorismo non deve essere trascurato il monitoraggio e la repressione nei confronti della criminalità organizzata.

Nel prossimo libro (L’arte di danzare su un campo minato) cercheremo, nel dettaglio, di comprendere le giuste strade investigative (considerando il problema dalla nuova prospettiva) per smantellare una rete criminale in sinergia con quella terrorista. Fatto questo passeremo alla seconda fase tenendo a mente, appunto, il “principio del vuoto di potere”  : evitare che altre organizzazioni subentrino.

Riproduzione Riservata


0 comments »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *