VILLARICCA: ” U’ BABBA’ ” AL VELENO

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Novembre 4, 2013 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

untitledPRESIDENTE  “Vi sarà stata una decisione: quando quello dei rifiuti è diventato un settore di attività del clan?”

SCHIAVONE  “Questa situazione diventò subito operativa e cominciarono a versare i soldi nelle casse dello stato..”

PRESIDENTE  “Vuol dire nelle casse del clan?”

SCHIAVONE  “E’ lo stesso, più o meno”

PRESIDENTE “Perché dice che è lo stesso?”

SCHIAVONE  “Mi confondo. Mi riferivo alle casse del clan: era un clan di stato…”

PRESIDENTE  “Il vostro stato!”

SCHIAVONE  “La mafia e la camorra non potevano esistere se non era lo Stato…se le istituzioni non avessero voluto l’esistenza del clan, questo avrebbe potuto forse esistere?”
Riprendiamo l’analisi della seduta d’interrogatorio a Carmine Schiavone, recentemente declassificata. In questo breve spezzone il boss camorrista dei casalesi risponde ad una domanda che ogni addetto ai lavori, prima o poi, si è posto. Stato e Mafia sono due identità distinte o nettamente contrapposte? La riunione di Villaricca ci conferma questo dubbio. Nella cittadina del hinterland napoletano vicina a Giugliano, si tenne infatti un vero e proprio “summit” fra camorristi, imprenditori, politici e massoni, dove si stabili in modo organizzato e scientifico di destinare la Campania a deposito fuori legge per rifiuti tossici e speciali provenienti dal Nord d’Italia. A questo incontro erano presenti i servizi segreti? Un traffico di queste proporzioni, durato decine di anni, che ha visto un imponente dispiegamento logistico ( di uomini e mezzi ) non poteva passare inosservato. Proprio in quegli anni sono operativi personaggi dei servizi che saranno in seguito definiti ” la banda del SISDE”. Lo scandalo scosse la più alta carica dello stato e fece emergere drammatici retroscena che videro coinvolti i massimi dirigenti dei servizi. Due circostanze da collegare? Certo è che questo incontro rappresenta la “rampa di lancio” per il clan dei casalesi. Nel febbraio del 2012 viene indagato il generale dei carabinieri, ora in pensione, Domenico Cagnazzo. Chiaro il capo d’accusa:

“In concorso tra loro e con pubblici ufficiali non identificati presso la prefettura di Caserta hanno rivelato segreti coperti d’ufficio; Fedele, agendo proprio quale istigatore e beneficiario del Cagnazzo che riferiva all’ex sindaco la notizia coperta dal segreto della formulazione della proposta di scioglimento del consiglio comunale di Casaluce formulata dal prefetto di Caserta al ministro degli Interni”.

Questa recente operazione dimostra a che punto fosse la penetrazione del clan dei casalesi ai massimi vertici delle forze dell’ordine. A proposito di servizi nelle relazioni con i casalesi “spunta” anche la lunga ombra della CIA. A questo proposito Carmine Schiavone dichiarava in un altra circostanza agli inquirenti:

“Nel 1982 – ero in libertà – ci rifornimmo di armi americane, in particolare pistole Colt e Smith & Wesson, nonché qualche fucile a pompa di marca Winchester, presso appartenenti alle forze Nato Usa d’istanza in Gaeta. Ricevemmo anche un Winchester Usa in dotazione a quelle forze armate. L’affare fu trattato dal nostro affiliato De Angelis Gennaro, all’epoca capo regime del basso Pontino. Le armi furono pagate un milione l’una. Io stesso tenni in custodia una cassetta contenente sei 357 e sei calibro 38. Alcune di queste armi calibro 38 erano cromate interamente e di colore bianco argento”.

Ma allora quello che avevamo ipotizzato in precedenti articoli riguardati il coinvolgimento in affari poco puliti della NATO trovano in queste parole una conferma. E bravo Carmine Schiavone! Hai parlato a proposito.

TEOREMA:  Siamo fissati con l’attualità e ci domandiamo:  gli accordi di Villaricca sono ancora in vigore? Cercheremo di capire qualcosa in più nel prossimo articolo, anche perché tra il 2005 e il 2006 pare si siano svolti altri incontri a “tavolino” tra camorristi e i servizi segreti, sempre per la questione rifiuti a Napoli. Potremmo aggiungere ulteriori novità e nomi.

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