Matteo Messina Denaro: UN “TOC TOC” DALLA PORTA ACCANTO

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Aprile 25, 2017 by redazione

 

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Quali indicazioni potrebbero essere valide per una corretta ricerca del super boss?

• Contesto mafioso Trapanese ben contestualizzato dagli ultimi rapporti DIA, a pag. 30-31 del 1° semestre 2016 leggiamo:

“– Provincia di Trapani – Nella provincia di Trapani cosa nostra mantiene inalterato il modello organizzativo tradizionale, di tipo verticistico, con un controllo capillare del territorio garantita da una forte coesione e dal permanere della leadership ventennale del latitante di Castelvetrano. Attorno a quest’ultimo, gli affiliati – gran parte dei quali in età matura e provenienti dal mondo agro-pastorale – avrebbero maturato un forte senso di appartenenza, sostenuto anche da legami con ambienti della società civile, della borghesia, dell’imprenditoria e della politica locale. I rapporti tra articolazioni criminali mafiose appaiono a tutt’oggi connotati da uno stato di pacificazione e di cooperazione: famiglie e mandamenti sembrano preferire, anche in questo caso, una minore esposizione, mantenendo un basso profilo. La ripartizione convenzionale, tra famiglie, con aree di influenza di Cosa Nostra nella provincia Trapanese risulta inalterata rispetto al precedente semestre, come si evince nella cartina di seguito riportata: grazie alla capacità di intessere “relazioni esterne”, l’associazione riesce ad esprimere un’elevata capacità di mimesi, perseverando nell’opera di inquinamento dell’economia locale. Prosegue senza soluzione di continuità l’attività di contrasto condotta dalla D.I.A. e dalle Forze di polizia – coordinate dalla competente D.D.A. – da tempo impegnate in indagini, anche patrimoniali, finalizzate tra l’altro a fare luce sulla cerchia di interessi e coperture che ruotano attorno al latitante di Castelvetrano”

Partendo dalla considerazione di fondo, per la quale Matteo Messina Denaro considera i suoi affari e i territori una sorta di Impero. Trapani ne sarebbe il cuore pulsante, ma la capitale di suddetto “impero” risiederebbe, invece, dove si nasconde il latitante.

• Il livello di capacità nella realizzazione di una rete di contatti/alleanze con altre organizzazioni, nella gestione e del suo mantenimento:
a)- ‘ndrangheta (cosche nello specifico)
b)- Camorra (clan nello specifico)

Ulteriore quesito: queste due organizzazioni criminali sorreggono e permettono operativamente il mantenimento (SICURO) del super boss di Cosa Nostra?

• Quale zona extra-Sicilia detiene un numero sufficiente di caratteristiche di seguito menzionate:
a)- Numero adeguato di affiliati (con radici profonde nel tempo)
b)- La zona offre la VANTAGGIOSA possibilità di un CONTATTO DIRETTO con le altre organizzazioni criminali menzionate
c)- Zona che risulta STRATEGICAMENTE VALIDA per:

1)- Via di fuga
2)- Zona di transito per altre importanti Provincie italiane
3)- Logisticamente atta a raggiungere la Sicilia: porti, aeroporti etc non distanti dal luogo di permanenza
4)- Zona CHIAVE e di TRANSITO per imponenti affari illeciti (e non solo)
5)- Il latitante in questione è un soggetto che NON INTENDE VIVERE IN PRIVAZIONE: quale zona offre sufficienti svaghi e agi ma in tranquillità?
6)- Zona sufficientemente OMERTOSA con basso livello investigativo antimafia

• Un boss del suo calibro conosce approfonditamente gli iter investigativi delle Forze dell’Ordine. Per quanto concerne la Mafia siciliana parrebbe, ancora, valere la regola d’oro che i latitanti di una certa importanza non abbandonino mai la propria terra di origine (Sicilia). Invitiamo però a fare una serie di valutazioni, tra queste il suo stesso carattere: pragmatico, dedito a spostamenti sul suolo nazionale e internazionale, discreto, pur rivendicando le profonde radici legate alle tradizioni.

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