PRESTO UN’ ESCALATION DEI CASALESI IN VERSILIA E A MASSA-CARRARA? potremmo capire i prossimi passi dei casalesi, nella toscana del nord, analizzando la presunta consorteria ‘ndranghetista?

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Marzo 7, 2017 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

 

In uno dei nostri numerosi articoli del 2016 rivolti a possibili collegamenti che dimostrino l’esistenza di una consorteria ‘ndranghetista brianzola nella fascia Lucchese-Apuo-Spezzina, ci siamo soffermati sulle relazioni tra quest’ultima con ramificazioni camorriste. Per il momento abbiamo individuato la possibilità reale con il clan Gionta oltre al gruppo salernitano ma i casalesi sono tra i primi da analizzare con cura.

Un soggetto ‘ndranghetista sta suscitando la nostra attenzione sia perchè arrestato nella zona da noi segnalata come infiltrata, sia per i suoi stretti legami con una cosca inserita tra le potenziali partecipanti nella consorteria ‘ndranghetista. Va precisato che sembra, dobbiamo chiedere a riguardo aggiornamenti, che il soggetto non svolgeva attività criminale nella città dove è stato arrestato ma è pur vero che dobbiamo considerare la vastità di una alleanza tra  componenti ‘ndranghetiste e camorriste in un vasto territorio: Toscana, Emilia, Liguria e Lombardia. L’uomo, secondo l’Ordinanza di Custodia Cautelare è in contatto “con appartenenti al Clan dei Casalesi…”

1-    I casalesi in tutta la Toscana hanno sviluppato significativamente il settore finanziario, con particolare attenzione all’attività di riciclaggio.

2-    Soprattutto nella fascia lucchese,versiliese, (con ovvie propagini in terra apuana) pare abbiano utilizzato clan e uomini (esterni) per il controllo del territorio o di seconda importanza. E qui corre l’obbligo di una considerazione. Se paragonati con coloro che in gergo si identificano con “gente di Napoli e dell’hinterland”, coloro che si sono insediati in zona risultano di più basso spessore criminale. Pur emergendo da alcuni eventi la spietatezza nei confronti, ad esempio, delle vittime da loro prese di mira, a volte si denota la mancanza di vera organizzazione e spessore criminale. Tutto ciò non è però meno pericoloso.

IL TIMORE È CHE CIÒ POSSA PORTARE A BREVE AD UN LIVELLO SUCCESSIVO,  Cioè a dire ad un livello di maggior spessore criminale nella fascia versiliese e apuana voluto dai casalesi. A spingerli in questa escalation potrebbe essere proprio la mole di interessi “da tutelare” nella regione (anche grazie alla consorteria descritta da inchiostro scomodo?) e ad una pregressa inefficienza degli attuali referenti di zona.

Ritornando al soggetto in odore di ‘ndrangheta: quest’ultimo potrebbe, in effetti, risultare un uomo cerniera tra ‘ndrangheta e camorra, proprio come si era venuto a creare con Carmelo Iamonte e Vincenzo Di Donna, Antonio Stagno e Carmine Buonaiuto (guarda caso da noi indicati come possibili appartenenti alla consorteria brianzola).

Paradossalmente potremmo capire i prossimi passi dei casalesi, nella toscana del nord, analizzando la presunta consorteria ‘ndranghetista? Realistico il rischio che negli affari  avessero fatto comunella e i Casalesi, per non rimare “indietro”, devono espandersi in zone controllate dalla ndrangheta… se fosse così, vorremmo capirci qualcosa di più. Le nostre domande sono legittime visto quanto scritto dagli stessi inquirenti.

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