Perché “MONNEZZA IN PILLOLE”?

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Febbraio 24, 2017 by redazione

Una serie di interessanti considerazioni per la Rubrica “Quannomepare” di Renato Scalia (Ex DIA, Consigliere Fondazione Antonino Caponnetto)

Di: Renato Scalia

Nei  giorni scorsi ho pubblicato su Facebook alcune “PILLOLE DI MONNEZZA”. Le ripropongo qui e poi ne spiego il motivo.

 

I.MONNEZZA IN PILLOLE…

“…CATERINO Mario era padre di Luigi, persona che viveva in Toscana o comunque operava in quella regione. Ricordo che la sua macchina, una Volvo, era targata Pistoia; CATERINO Mario era da sempre persona molto legata ai casalesi, trattando i rapporti con amministratori e politici ed interessandosi di aggiustare processi mediante ritrattazioni da parte degli eventuali testi. Si trattava di un camorrista vecchio stampo, molto rispettato da tutti. La proposta che mi riferì DIANA si sarebbe realizzata in questi termini: CATERINO Luigi disponeva di contatti con imprenditori toscani che erano interessati allo smaltimento di rifiuti, prevalentemente rifiuti solidi-urbani, che non potevano essere smaltiti nella regione o presso le singole discariche comunali, poiché non vi era disponibilità…”

II.MONNEZZA IN PILLOLE…

“…Gli smaltimenti venivano anche attuati in terreni agricoli ed in tal modo erano stati eliminati camion di rifiuti industriali provenienti da concerie di pellami, di polveri d’alluminio, trasporti ai quali seguiva la consegna di denaro da parte di Elio o Generoso o Raffaele ROMA, per somme incommensurabili. Quale destinazione dei rifiuti la fonte ricordava rifiuti provenienti dall’area bresciana, da Firenze, da Prato, da Santa Croce sull’Arno e anche da Lucca, e anche dalla zona di Viareggio, tutti prodotti da

industrie e destinate alle discariche VASSALLO e SETRI/RESIT di CHIANESE Cipriano…”

III. MONNEZZA IN PILLOLE…

“…Il DI PUORTO controllava tutti i rifiuti provenienti dalla Toscana, sui quali maturava un’imposta di Lire 5 per ogni kg. destinato alla Campania, frutto di pregressi accordi con il BIDOGNETTI; erano interessati all’affare anche CATERINO Luigi della Pool ecologia, CIARDIELLO, un trasportatore amico del CANNAVALE, il CERCI e IOVINE detto “o ninno”, autorevole personaggio della zona, tutti coinvolti negli accordi di Viareggio (pg. 22-23);…”

  1. MONNEZZA IN PILLOLE…

“…CHIANESE era solito bruciare i rifiuti così da abbattere le volumetrie occupate e conservare sempre nuovi spazi e questa tecnica illegale si protraeva praticamente tutte le sere. Bruciava in particolare i rifiuti provenienti dall’INDESIT…”

Perché “MONNEZZA IN PILLOLE”?

 

Sì, qualcuno potrà anche dire “la storia è vecchia”, ma lo è veramente?

Mettendo da parte i camorristi che, pur di fare soldi, hanno avvelenato la propria terra, i familiari, gli amici, e in parte hanno o stanno pagando (alcuni di loro sono stati condannati),  parliamo del resto. Molto sinteticamente:

–    1) Licio Gelli, pur avendo avuto un ruolo primario nella vicenda, non è mai stato condannato e ha portato i suoi segreti nella tomba, compresi i nomi di molti dei soci (industriali e massoni) dell’affare “monnezza”. A dire il vero le identità di numerosi di questi, verosimilmente, sono chiusi in qualche cassaforte…

–       2)  Molti degli industriali che scesero a patti con camorra e massoneria – dopo aver avvelenato terra, acqua, aria e persone- probabilmente, continuano a svolgere tranquillamente le proprie attività, senza aver mai subito condanne;

–        3) Molti dei terreni avvelenati devono essere ancora bonificati, naturalmente a spese delle vittime e di tutti gli altri contribuenti italiani;

–      4)  Solo con la Legge 6/2014, e sottolineo SOLO nel 2014 – è stato ufficializzato che “il quadro epidemiologico della popolazione residente nei 55 Comuni (Terra dei Fuochi), è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità e dell’ospedalizzazione per diverse patologie a eziologia multifattoriale, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani”;

–      5)  Le omissioni e le sottovalutazioni delle Autorità competenti che, per molti anni, sicuramente troppi, hanno nascosto e non preso in considerazione la gravità della situazione. Solo per citarne due. La prima: nel 30 luglio 1988, la sezione del Pci di Casal di Principe (CE) produce l’interpellanza relativa a cave e discariche. Il documento viene indirizzato al sindaco di Casal di Principe, al presidente della Usl 19, al Prefetto di Caserta, all’assessore alla Sanità di Napoli, al ministro dell’Ambiente, al comando dei Vigili Urbani di Casal di Principe, al presidente della provincia di Caserta. I firmatari dell’interpellanza denunciano l’utilizzo delle cave come discariche di materiali di risulta, di rifiuti urbani e di materiali di dubbia provenienza chiusi in contenitori di plastica (http://quannomepare.blogspot.it/2013/11/laterra-dei-fuochi-e-le-responsabilita_5.html?q=principe). La seconda: nelnovembre 2008. Le famiglie dei militari americani iniziarono a lasciare le loro abitazioni di Casal di Principe (CE). Quello strano esodo, durò 10 mesi e coinvolse circa 40 nuclei familiari. Cosa c’era dietro questa decisione? All’epoca, il centro di salute della US Navy iniziò a fare diverse analisi. L’esito dimostrò che le acque tra Castel Volturno, Caserta e Napoli, nel territorio erano altamente inquinate. Insomma, dai rubinetti delle abitazioni dei militari usciva acqua con percentuali rilevanti di sostanze chimiche solventi (tetracloroetilene, composto nocivo e pericoloso per l’ambiente è considerato rifiuto pericoloso), nitrati (si trasformano in acido nitroso e poi in nitriti nel microbiota umano e nella saliva, che attraverso una serie di reazioni, in ambiente acido, diventano nitrosammine, provatamente cancerogene), associati alla presenza di coliformi fecali. La marina militare statunitense non si limitò a far trasferire i militari ma consigliò anche alla comunità militare e civile americana residente in Campania, l’uso esclusivo di acqua minerale in bottiglia per bere e per usi domestici (cucinare, lavarsi i denti e altro). Gli americani andarono oltre, da buoni alleati/ospiti avvisarono le competenti autorità italiane (Ministero Salute e Ambiente e Ministero dell’Interno – Protezione Civile) http://quannomepare.blogspot.it/2013/11/laterra-dei-fuochi-e-le-responsabilita.html?q=navy ;

–     6)  La popolazione della zona sta ancora piangendo i propri familiari o è costretta a convivere con gravissime patologie.

E’ un dovere ricordare tutto ciò.

Dedicato anche a Roberto Mancini e Michele Liguori, morti perché convinti della necessità di lottare, sino alla fine, per un Paese migliore.


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