TARANTELLA MASSONICA DEVIATA

0

Novembre 2, 2013 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

massoniA conferma di quanto avevamo già scritto, in questi giorni è stato desecretato un documento datato 7 ottobre 97 riguardante la deposizione “fiume” rilasciata da boss camorrista Carmine Schiavone, alla “Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti”. Leggendo con attenzione le 63 pagine del documento reso pubblico, abbiamo riscontrato notevoli punti di contatto e conferme con altre nostre inchieste. A pagina 4 il teste dichiara:

CARMINE SCHIAVONE: “ Pensavamo quindi di riempire tutti quei terreni con questo materiale, il che mi fu però vietato perché – come seppi in seguito – era già iniziato di nascosto il traffico di rifiuti, d’accordo con l’Avvocato Chianese ( Cipriano n.d.a ) e con altre persone … ”

Alla pagina 35 del documento un altro punto fondamentale:

PRESIDENTE: “ Lei ha detto che i rifiuti venivano dall’Italia del nord e dall’Europa: venivano per conto loro o avete svolto anche un ruolo di procacciatori?”

SCHIAVONE: “ Non per conto loro, l’Avvocato Chianese aveva introdotto Cerci in circoli culturali ad Arezzo, a Milano, dove aveva fatto le sue amicizie. Attraverso questi circoli culturali, entrò automaticamente in un gruppo di persone che gestiva i rifiuti industriali, tossici o meno.”

PRESIDENTE: “ Può essere più preciso su questi aspetti: per esempio, a Milano l’emissario dell’Avvocato Chianese con chi si collegava?”

SCHIAVONE: “ So che lavorava a Milano, Arezzo, Pistoia, Massa – Carrara, Santa Croce sull’Arno, La Spezia. Avevano un giro di amicizie, nell’ambito del quale dicevano che si potevano interessare di smaltire i rifiuti. Lei mi chiede di fare i nomi ma io non li ricordo.”

Ma successivamente Schiavone fa un nome a pagina 36 dell’interrogatorio:

PRESIDENTE: “ Ci interessa sapere quali erano questi collegamenti precisi, se vi era una attività che potremmo definire di promotion.”

SCHIAVONE: “ Faccio solo un nome: so che Cerci stava molto bene con un signore che si chiama Licio Gelli.”

PRESIDENTE: “ … Ma se Lei parla di Licio Gelli ci fa sospettare che questa organizzazione fosse ben orchestrata e vi fosse in qualche modo un settore della massoneria che si occupava di questi affari.”

SCHIAVONE: “ Non lo so; questo lo lascio pensare a Lei. So che a Milano c’erano delle grosse società che raccoglievano rifiuti, anche dall’estero, rifiuti che poi venivano smaltiti al sud. So che in Lombardia c’erano queste società che gestivano i rifiuti ma non so chi erano i proprietari.”

Proseguendo a pagina 39.

PRESIDENTE: “ Lei conosce i nomi delle associazioni culturali di cui ci ha parlato più volte e che sono state la leva per entrare, da parte dei clan, nella gestione dei rifiuti, che lei dice essere gestita da poche persone ? ”

SCHIAVONE: “ Una stava ad Aversa, a Via Roma.”

PRESIDENTE: “ Ma lei parlava di circoli culturali al di fuori della Campania: in Toscana, in Lombardia.”

SCHIAVONE: “ So di quello di Aversa che era collegato, o qualcuno di Lecce che era collegato, o qualcuno di Napoli che era collegato.”

MASSONERIA DEVIATA TOSCANA.  A chi si riferiva Schiavone, cugino di Sandokan noto esponente dei Casalesi e braccio amministrativo del clan, citando i “signori” di Arezzo, Firenze, Milano e Genova?  Molto probabilmente non si tratta di affiliati ma di “ colletti bianchi”.  Allora, Massoneria deviata? Cosa c’entrano i traffici a Massa – Carrara, Santa Croce sull’Arno e Pistoia ?  Oltre ad essere zone logisticamente strategiche, hanno da sempre una forte tradizione massonica. Molte di queste logge rispondono a caratteristiche tipiche di quelle definite “deviate”. Da tempo stiamo seguendo una pista che ci porta proprio a logge deviate tra La Spezia e Pistoia ( passando per Massa – Carrara ).

Tali logge sono in grado di influenzare la politica locale? Affrontando l’argomento entriamo in un campo minato più conosciuto come “zona grigia”, dove i colletti bianchi sono soliti allestire affari opachi. Nel corso degli anni sono circolati nomi importanti. Epicentro dell’attività massonica toscana e nazionale è Arezzo       ( anche di quella deviata? ), le cronache negli anni hanno girato attorno alla figura di Licio Gelli. Proprio il nome fatto da Schiavone. Ma siamo certi che non si tratti di un depistaggio di Schiavone? Nell’interrogatorio si nota una sospetta reticenza riguardo all’argomento e un atteggiamento evasivo al punto tale che il nome del gran maestro Gelli sembra quasi menzionato per coprire altri personaggi. Inoltre: pare che sia in piena attività, nel pistoiese, un comitato d’affari composto da personaggi di rilievo presenti in settori chiave degli affari e della società.

E nella zona Apuana?

MASSONERIA DEVIATA APUANA. Si ritiene che la città di riferimento sia Carrara. La scelta del luogo non stupisce. Carrara, molto più di Massa, assume una importanza strategica ed economica rilevante. Anche in questo caso ad aver creato logge deviate potrebbero essere stati “comitati d’affari” che avrebbero lucrato, nel corso degli ultimi venti anni, alle spalle della comunità. Per ottenere una visione più ampia del problema occorre approfondire eventuali collegamenti fra colletti bianchi liguri, si dice che uno di loro appartenga ad una famosa loggia inglese, e liberi professionisti locali. Un dato vale la pena riportarlo: le scarse informazioni sulla massoneria deviata Apuana provengono da fonti e organi d’informazione fuori dalla provincia. Perché? Ancora, ipotizziamo che esista la volontà di questi famigerati “comitati d’affari” di influenzare la vita politico-economica: cosa occorrerebbe per conseguire l’obiettivo?

I PROFESSIONISTI.   Primi fra tutti esperti fiscalisti, per impostare correttamente gli affari ( soprattutto con enti pubblici ). Professionisti del diritto, per rendere le operazioni apparentemente insospettabili e conformi alle regole. Ambienti legati alla politica, per l’approvazione di specifici Atti ( ovviamente stiamo parlando di una massoneria deviata ). Giornalisticamente non possiamo che consultare le carte, riscontrare anomalie e confrontare nomi. Verificare, inoltre, possibili collegamenti con la criminalità organizzata. Il materiale non manca e l’interrogatorio di Schiavone fa intuire oltretutto lo scarso controllo del territorio a livello politico, nel caso della zona Apuana comprende anche il Consiglio Provinciale.  Andrebbero valutate con più cura perfino le autorizzazioni concesse nel passato, come nel caso delle società di movimentazione terra e trasporto.

SARA’ UN CASO MA …  Nelle zone menzionate dal collaboratore ritroviamo effettivamente la presenza di discariche abusive e autorizzate finite sotto sequestro. Basta collegare i luoghi per rendersi conto dell’esistenza di un possibile preciso disegno criminale. A La Spezia la discarica di Pitelli. Negli stessi anni la Provincia di Massa – Carrara si diceva intenzionata a creare una discarica fotocopia in Lunigiana ( per fortuna il progetto fallì, ma le discariche abusive? ). In lucchesia un operazione condotta nel 2011 porta al sequestro di una vasta area contaminata
da rifiuti tossici. Un operazione non ancora compresa a fondo per quelli che potrebbero essere possibili inquietanti risvolti.

Riproduzione Riservata


0 comments »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.