UNA POSSIBILITA’ PER INFILTRARSI NEL TESSUTO JIHADISTA? Seguire gli “arruolamenti” della Criminalita’ Organizzata Autoctona. PRESENTIAMO GLI SCHEMI.

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Dicembre 29, 2016 by Pierpaolo Santi

Di: Pier Paolo Santi

DOVE e QUANDO gli apparati investigativi devono infiltrarsi nei gruppi jihadisti presenti in Europa?

La risposta più ovvia sarebbe tra i gruppi esistenti (e nella maggior parte dei casi deve essere questa la scelta) ma potrebbe esserci un ulteriore “via investigativa”. Si tratta di un percorso inverso o, se vogliamo visto da un convertito jihadista, iniziale.

Un dato rilevato nell’analisi dell’attuale fase jihadista-terrorista è che spesso nei curriculum dei “convertiti” è presente un passato CRIMINALE, per ora individuato solo di basso calibro ma il rischio che possano essere compromessi anche soggetti legati alla criminalità organizzata è alto. Il secondo dato: le organizzazioni jihadiste terroriste, soprattutto l’Isis, VANNO CONSIDERTI DE FACTO CRIMINALITA’ ORGANIZZATE.

Questo articolo propone un nostro timore, rappresentato da una serie di schemi che si aggiungeranno ad uno specifico REPORT che tra le altre tende a comprendere gli “arruolamenti” di extracomunitari nelle fila delle nostre criminalità organizzate. Ovviamente i tre schemi vanno considerati solo una eventualità su altre varianti (sopratutto per la fase di conversione del soggetto), ma sono validi per “creare” una sorta di “modello” per AFFRONTARE e PREVENIRE LA MINACCIA ma soprattutto localizzare IL DOVE E QUANDO di una eventuale fase di infiltrazione-controllo da parte degli investigatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consigliamo di visitare la Categoria della Testata dedicata interamente al rapporto Criminalità organizzata autoctona e jihadista.
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