ECOMAFIA: Si faccia chiarezza

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Luglio 23, 2016 by redazione

Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma di Renato Scalia, ex ispettore capo di Polizia e della DIA e attualmente consigliere della Fondazione Antonino Caponnetto, che va ad aggiungersi a quelli della Sua rubrica “Quannomepare” presente in questa Testata

 

Di: Renato Scalia

Nei giorni scorsi a Napoli c’è stato l’epilogo del processo sulla discarica di Giuliano, la Resit. La V sezione della Corte d’Assise del capoluogo campano ha condannato, tra gli altri, Cipriano Chianese (20 anni) e Gaetano Cerci (16 anni), due dei fautori dell’affare sul traffico illecito dei rifiuti.

Ho iniziato a leggere la requisitoria di 3248 pagine del Pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, dr. Alessandro Milita.

In quelle pagine c’è la storia dell’affare sullo smaltimento illecito dei rifiuti.

La Toscana è fortemente coinvolta nella questione. I veleni che sono partiti dalla regione hanno avvelenato le terre campane e contribuito a uccidere tante persone.

Possibile che mai nessuno, da queste parti, si sia degnato di affrontare questo problema?

Possibile che nessuno, da queste parti, abbia mai chiesto conto a coloro che hanno smaltito illecitamente “rifiuti industriali, tipo vernici, rifiuti ospedalieri...”?

Possibile che nessuno si sia mai chiesto: quegli stessi imprenditori che hanno utilizzato i casalesi per smaltire i propri rifiuti, ora che attività svolgono e come si comportano?

E con il “nessuno” faccio anche riferimento a magistratura, politica e istituzioni varie.

Eppure, da queste parti, le voci dei benpensanti e dei paladini della legalità sono tante. Tutti sempre pronti a sfilare e a farsi immortalare ad ogni ricorrenza. Stranamente, però, quando c’è da parlare di “monnezza” o di qualche altro “interesse di bottega”, tutti muti.

Ora che il processo di Napoli ha condannato questi vili inquinatori, sarebbe il caso che qualcuno si svegliasse e iniziasse seriamente a togliere quel maledetto coperchio dalla pentola.

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