‘ndrangheta: L’INTERROGATIVO SULLE ARMI TRAFUGATE

0

Ottobre 27, 2015 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Avevamo già descritto in un vecchio articolo “Gruppo di Fuoco” la pericolosità e le gesta di Antonio Stagno, che secondo il nostro ultimo report sarebbe uno fra i boss della Brianza ad aver individuato nella zona tra la Lucchesia, Massa-Carrara e Spezzino un’altra “terra promessa” per gli affari (nonostante in detenzione). Non stiamo a ricordare quanto già scritto nel report e nei precedenti articoli, invitiamo i lettori a rileggerli. Precisiamo però che Antonio Stagno è stato identificato come un componente attivo della cosca Giampà, questo dovrebbe farci riflettere. La sua storia si incrocia anche con due importanti operazioni: Medusa e Perseo.

Significativi i seguenti passaggi riportati nell’Ordinanza di Custodia Cautelare “Perseo”.

Per quanto concerne i rapporti intercorsi tra Stagno e la cosca Giampà, a pagina 5

“1) Delitto p. e p. dall’artt.112, 1° co. n.1) e 416 bis 1, 2, 3, 4, 5 comma del codice penale, per aver partecipato all’associazione per delinquere di tipo mafioso localmente denominata “ndrangheta”, costituita, promossa, organizzata e diretta da GIAMPA’ Francesco inteso ‘U Prufessura’, in qualità di capo riconosciuto del locale di Nicastro, detenuto, ma ancora in grado di impartire ordini e direttive dal carcere agli affiliati, tramite i prossimi congiunti, considerato capo indiscusso della cosca unanimemente riconosciuta in Lamezia Terme e nel territorio calabrese quale cosca “GIAMPA’ ”, operante nel territorio lametino a partire dal 2004, conglobante le famiglie/’ndrine, facenti parte integrante della stessa cosca, dei “NOTARIANNI” e dei “CAPPELLOARCIERI”, alleata con le simili associazioni criminali dei “Iannazzo” di Sambiase (con i quali, dapprima tramite Cappello Rosario e poi, negli ultimi anni, soprattutto tramite Angelo Torcasio – con l’avvallo di Bonaddio Vincenzo – si era instaurato un rapporto di non-belligeranza e co-interessenza/spartizione nelle richieste estorsive effettuate nei territori di ‘confine’), nonché con quella degli “Anello” di Filadelfia (VV) e dei “Bellocco” di Rosarno (RC), nonché, ancora, con ramificazione in Giussano (MB), e zone limitrofe, con un gruppo di ’ndrangheta organizzato e diretto da STAGNO Antonio (nipote diretto del ‘Professore’, inserito a pieno titolo nella cosca Giampà quale punto di riferimento di quest’ultima in Giussano e nella provincia di Milano-Brianza, soprattutto per l’approvvigionamento di armi e di cocaina, disponibile allo scambio reciproco di favori in termini di uomini e mezzi per le azioni omicidiarie da compiersi nel territorio della provincia di MilanoBrianza ricadente sotto il suo controllo, ovvero nel territorio di Lamezia e zone limitrofe, ove necessario)…”

A pag 161 ritroviamo un episodio criminale che svelerebbe una pista legata alle armi. “Inchiostro Scomodo” ne aveva già trattato, ma dovremmo approfondire perché si potrebbero rinvenire collegamenti internazionali di una certo rilievo che cercheremo di delineare meglio nei prossimi articoli.

Cominciamo da Cittadino Bruno, un “obiettivo della cosca Giampà”:

“La ricostruzione dei fatti sin qui riportata trova piena conferma nelle dichiarazioni di TORCASIO Angelo. Questi riferisce che Cittadino Bruno era un obiettivo della cosca Giampà, perchè eseguiva estorsioni per conto del cognato TORCASIO Pasqule, favorendolo altresì nei suoi spostamenti. Aggiunge che inizialmente era stato proprio lui ad essere designato quale Killer, e che era riuscito, in seguito, ad estraniarsi dall’azione criminosa, adducendo la scusante di essere sottoposto a misure limitative della libertà personale, il chè rendeva oltremodo difficoltoso il suo contributo. Interrogatorio reso da TORCASIO Angelo in data 28.10.2011 …..omissis…….Il CITTADINO Bruno fu assassinato perché eseguiva estorsioni per conto di Pasquale TORCASIO e poiché lo favoriva nei suoi spostamenti. L’omicidio fu deciso dalla suddetta commissione e Pasquale GIAMPA’ fu informato a Tropea…omissis… Interrogatorio reso da TORCASIO Angelo in data 28.10.2011 …….omissis………GIAMPA’ ha deciso di uccidere CITTADINO Bruno. Sono a conoscenza di ciò anche perché inizialmente fui io stesso incaricato ad eseguire quell’omicidio da GIAMPA’ Giuseppe e nella circostanza era presente lo stesso STAGNO. Io rifiutai di eseguirlo perché ero sottoposto ad una serie di provvedimenti giudiziari. Inoltre, sono certo che la sera in cui fu assassinato il CITTADINO, STAGNO Antonio era presente a Lamezia Terme e fu trovato presso l’abitazione di CAPPELLO Saverio dalle forze dell’ordine …….omississ………….”

A pagina 163 del medesimo documento arriviamo “al dunque” circa le armi:

“Riscontri di PG della Squadra Mobile di Catanzaro Gli esiti degli accertamenti della Squadra Mobile di Catanzaro collimano con i dati emergenti dalle dichirazioni appena riportate . Ed infatti : · sul luogo del delitto sono stati rinvenuti una pistola cal 9×19 e 14 bossoli. Tale dato conferma le dichiarazioni del VASILE Francesco il quale ha riferito di aver sparato al CITTADINO Bruno con una pistola “di quelle utilizzate dalle FF.OO. e di aver esploso l’intero caricatore”. La pistola utilizzata avente matricola E65431Z, è risultata oggetto di furto perpetrato in danno della fabbrica Pietro Beretta di Gardone Val Trompia (BS) dalla quale, in un’unica occasione, erano state sottratte, nr. 149 pistole secondo la denuncia di furto (in data 22.04.2004. si precisa che il numero di 300 pistole circa citato nell’informativa dei CC riguarda il numero totale di furti pistole nel periodo considerato)”.

Altro riferimento:

“Cappello ieri in udienza ha detto di essere stato tantissime volte a Giussano e di aver partecipato anche ad estorsioni in Lombardia.
«Una volta a me ed a Giuseppe Giampà suo cugino Stagno ci mostrò 4 o 5 pistole tutte nuove. Ci disse che riusciva ad averle direttamente dalla Beretta. Insomma, Antonio Stagno aveva una chiave nella fabbrica». Dopo essersi accordati sul prezzo le armi arrivarono a Lamezia con un corriere. Con lo stesso sistema arrivava anche la cocaina. Almeno un chilo per volta, di meno niente” (Gazetta del Sud)

 

QUESITI DA PORRE AGLI INVESTIGATORI:

  • Antonio Stagno è coinvolto nel trafugamento sopra menzionato delle 149 pistole?
  • Chi era il contatto per le armi trafugate?
  • Come è avvenuto il contatto?
  • Il gruppo di fuoco di Stagno è ancora attivo, nonostante gli arresti?

 

Come sempre invitiamo gli addetti ai lavori, anche quelli legati a questi casi, a comunicarci eventuali considerazioni e precisazioni qualora le domande abbiano già trovato una risposta.

Riproduzione Riservata

 


0 comments »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.