‘ndrangheta: “L’ANELLO” IAMONTE

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Settembre 2, 2015 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

Nel precedente articolo (‘ndrangheta: il 44 parallelo) avevamo esordito con una breve cronologia, riportiamo:

2012.  La Guardia di Finanza coordinata dalla DDA di Genova porta a termine una brillante operazione con il sequestro di quasi una tonnellata di cocaina (Pallerone, provincia di Massa Carrara). Viene messo agli arresti l’intero gruppo di trafficanti.

2013.  I giornalisti della testata investigativa “Inchiostro Scomodo” vengono riportati dai giornali locali per aver ipotizzato un diretto coinvolgimento della ‘ndrangheta nella traffico della partita di droga.

2013-15. La Testata pubblica una serie di articoli (due in particolare punto di riferimento per l’intera inchiesta), entrando nel dettaglio, si rivela il possibile coinvolgimento di ‘ndrine della Brianza. Una in particolare guidata da Antonio Stagno.

2014. Un operazione condotta dalla DDA di Milano porta alla luce il coinvolgimento di ‘ndrine di Brianza (Desio) in affari correlati alla città di Viareggio (Lucca).

2015. I giornalisti di “Inchiostro Scomodo” pongono una serie di domande e collegamenti che potrebbero aprire un nuovo filone d’inchiesta, suggerendo un preciso schema di ‘ndrine della Brianza per la “conquista” della costa Apuo-Vesiliese.

Lo stesso articolo si conclude con un passaggio fondamentale:

“QUESITI. Si profila allora quello che accennavamo: uno schema fra ‘ndrine della Brianza per infiltrare la zona Apuo-Versiliese? L’analisi vale tutt’ora anche dopo i numerosi arresti? Queste ‘ndrine sono collegate e collaborano tra loro nella zona Apuo-Versiliese? Alle attività del locale di Desio ha partecipato anche Natale Iamonte di Melito Porto Salvo (Rc)…”

NATALE IAMONTE. Storico boss della ‘ndrangheta originario di Melito Porto Salvo (città che ritroveremo in una nostra prossima inchiesta su possibili scenari inediti), giunse a Desio (in Brianza) nel 1998 dove portò i suoi “affari”. Gli Iamonte sono famiglia di grande rilevanza e influiscono su molti scenari riguardanti altri locali. Analizzandone uno di nostro interesse: Sarzana, dove sono presenti i Romeo:

«il panorama criminale della Provincia della Spezia è caratterizzato dalla presenza di elementi di spicco della ‘ndrangheta calabrese per lo più del versante ionico reggino, ove i ROMEO sono stati individuati come vera e propria propaggine ligure della cosca “IAMONTE” di Melito Porto Salvo(RC). (Relazione Dna 2011).

Il Carmelo Iamonte arrestato a Marina di Massa è lo stesso Carmelo figlio di Natale? Associando questi particolari alla presenza di ‘ndrine di Desio in quel di Viareggio, con l’arresto di Carmelo, a Marina di Massa (Ms)… dobbiamo proprio unire i puntini?

“Ad «aprire» la strada apuana alla via della droga fu Natale Iamonte, 73 anni, quando era al confino a Pontremoli. Natale Iamonte adesso è recluso nel carcere di Cuneo (nd.a deceduto nel 2015), sottoposto al 41 bis, e in cella gli è stato notificato il nuovo ordine di custodia. Il figlio Carmelo,35 anni, è stato arrestato mentre era in compagnia della sua donna…” (Il Tirreno 15 sett.2000)

Ma è lo stesso Natale Iamonte presente anche a Desio?

CARMELO IAMONTE.  Il curriculum vitae di Carmelo è assai interessante e nei prossimi articoli lo ripercorreremo interamente. L’operazione “Scilla” che lo vede coinvolto nell’arresto a Marina di Massa:

“IL CLAN ‘ndranghetista era cresciuto e dalla Calabria aveva allargato i suoi interessi anche altrove, Toscana compresa. Sono 24 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Dda di Reggio Calabria e decine le informazioni di garanzia notificate per un’operazione dei carabinieri del Ros Firenze su un traffico di droga. Alcuni fermi sono stati eseguiti proprio in Toscana. Carmelo Iamonte è stato arrestato ieri mattina a Marina di Massa (Massa Carrara) insieme a C.T, di 30 anni, originaria di La Spezia, indicata dagli investigatori come la sua compagna … Quest’ ultimo, che aveva anche l’ obbligo di firma, si era stabilito da due anni a Massa prima, a Marina di Massa poi. Ufficialmente era senza lavoro, ma in realtà così come Di Donna aveva un tenore di vita particolarmente alto. Da Massa, questa l’accusa, avrebbe promosso e diretto, grazie anche a staffette, il traffico di droga per lo più cocaina, ma anche hashish che, dalla Calabria, arrivava in Toscana e veniva poi smerciata in altre regioni. Nell’ inchiesta sarebbero indagate 96 persone, una trentina delle quali vivono in Toscana.” (15 settembre 2000, La Repubblica).”

Tra gli arrestati un nome deve far riflettere: Vincenzo Di Donna, originario di torre del Greco (Na) ma residente in Lunigiana. Il suo ruolo era fondamentale: “…secondo gli investigatori, sarebbe stato legato a Iamonte, dal quale avrebbe acquistato la droga.” (La Repubblica)

La nostra riflessione si basa su due coincidenze:

1- La Lunigiana. Zona strategica di transito per traffici tra Liguria, Toscana ed Emilia, ultimamente agli onori della cronaca per aver “ospitato” esponenti ‘ndranghetisti.

2- Si tratta dello stesso Vincenzo Di Donna? :

“PARTENDO da una serie di incendi dolosi ai danni di alcuni locali notturni tra le Cinque Terre e la Versilia, gli agenti delle squadre mobili di Genova e La Spezia sono venuti a capo di un’organizzazione criminale in odore di Camorra che tra La Spezia e Massa Carrara gestiva il business miliardario dei videopoker, non disdegnando il traffico di droga e quello di entraineuses straniere… Secondo gli investigatori, al vertice dell’ organizzazione scoperta nella nostra regione c’era un pregiudicato di Torre del Greco, Vincenzo Di Donna, di 58 anni, napoletano residente da molti anni in Lunigiana a Licciana Nardi (Massa Carrara). Affiliato Nuova Camorra Organizzata del boss Raffaele Cutolo, sarebbe poi divenuto con i suoi tre figli un capo zona, referente della Nco per la Toscana e la Liguria: è accusato di aver messo in piedi nel giro di qualche anno un vero e proprio monopolio criminale nella distribuzione e nella gestione di apparecchi videopoker. Nell’ entroterra di La Spezia e di Massa Carrara tutto dipendeva da Di Donna, dai suoi figli e dagli altri affiliati: un affare miliardario che avrebbe generato un’altra serie di attività illegali… Nel corso delle indagini sarebbero emersi stretti collegamenti tra l’organizzazione «ligure» e gruppi camorristi di Napoli – fra i quali quelli del clan Gionta-Gallo-Cavaliere, di Torre Annunziata – particolarmente attivi nel traffico delle sostanze stupefacenti e nel racket delle estorsioni.” (11 marzo 2003 La Repubblica)”

E sul clan Gionta per ora ci fermiamo perché ben collegato con la Versilia (anche in questo caso merita un analisi a parte).

Dunque, un affiliato della camorra in affari con ‘ndrangheta? Prosegue un capitolo (iniziato da questa Testata nel 2013) degli “uomini cerniera” attivi tra la Versilia e La Spezia. Su questi sarà dedicato una lunga “sezione” della nostra inchiesta.

LA PISTA & GLI INTERROGATIVI:

1- I rapporti tra Pensabene Giuseppe (boss di Desio coinvolto nell’Operazione e in “loschi” affari a Viareggio) con gli Iamonte?

2- Ci sono rapporti tra gli Iamonte e Antonio Stagno? (l’uomo del locale di Seregno a nostro giudizio da indagare ulteriormente per un possibile coinvolgimento nella partita di una tonnellata di cocaina a Pallerone (Ms))

3- Rapporti tra i Romeo di Sarzana e Carmelo Iamonte? (passaggio importante perché dimostrerebbe una “espansione” lineare, quasi militare).

4- Gli uomini cerniera e il coinvolgimento della camorra, (già profilato in altri articoli come ndrangorra)

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