A CACCIA DEI FIANCHEGGIATORI DELLA ‘NDRANGHETA A MASSA

1

aprile 23, 2015 by redazione

Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti

“Sono Giuseppe Talotta, mi voglio costituire”, questa la frase ad effetto del latitante legato alla ndrangheta, ricercato da Pasqua a seguito del blitz che ha messo a nudo un traffico di droga con il Perù. Talotta era ricercato nei pressi del porto di Genova ed è affiliato alla famiglia degli Alvaro, una ‘ndrina pericolosa quanto determinata. Per capire la gravità della situazione riportiamo quanto scritto dal Pm Nicola Gratteri e da Nicaso Antonio nel loro libro “Fratelli di sangue”:

“Il clan degli Alvaro, anche negli ultimi anni, è risultato interessato alle attività agricole e al loro indotto, tra cui la guardianìa di terreni agricoli, per assicurarsi la quale si continua a ricorrere alle tradizionali attività intimidatorie, come il taglio di piante d’ulivo. La guardianìa soprattutto negli ultimi tempi, è diventata funzionale alla coltivazione di canapa indiana. Quest’ultimo prodotto, peraltro, fa da supporto al più vasto traffico di droghe pesanti, in cui gli esponenti della cosca Alvaro sono inseriti potendo contare anche sui propri terminali a Genova, nella provincia di Bologna, in provincia di Pistoia, a Magenta, in provincia di Milano, a Milano, Firenze e Latina”

Sembra proprio che agli esponenti ‘ndranghetisti piaccia il carcere di Massa, dipenderà dal vitto, visto che non si tratta del primo episodio. Pochi mesi fa un altro ricercato legato al clan Romeo, Salvatore Iemma, si fa vivo dalle parti di via Pellegrini, proprio dopo aver ucciso la moglie, costituendosi a Massa. Questi soggetti potrebbero avere grosse coperture e fiancheggiatori in provincia. Chi esattamente? Una nuova pista investigativa che provvederemo a battere in stile “Inchiostro Scomodo”, voci e indizi che stiamo raccogliendo ci suggerirebbero una zona specifica, tuttavia è troppo presto per parlarne, qualora avessimo più elementi daremo seguito a queste intuizioni. Resta il fatto che il comune denominatore di entrambi i pregiudicati e’ l’appartenenza alla ‘ndrangheta. Dobbiamo dunque concludere che la provincia Apuana, in particolare Massa, sia da ritenere zona rifugio? Si tratta di un solo fiancheggiatore o di una cellula? Ci consola che a seguire le indagini sia proprio quel Federico Manotti, valente magistrato, che ben conosce la nostra provincia per aver lavorato in un recente passato presso la procura di Massa, che abbiamo avuto modo d’intervistare proprio all’inizio delle nostre inchieste sulle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.

Riproduzione Riservata


1 comment »

  1. luka ha detto:

    Dopo la “visita” di alcuni al dibattito organizzato da casa della legalità non mi stupisco più di nulla…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *